Penelope Poirot fa la cosa giusta

Penelope Poirot fa la cosa giusta

Londra, ottobre 1995. Velma Hamilton suona il campanello dell’appartamento – al secondo piano di un palazzo tipicamente edoardiano – della sua futura datrice di lavoro: la signora Penelope Poirot. Il cognome non è un inganno: è realmente la nipote del famoso Hercule Poirot. Penelope ha tanto in comune con il suo nobile parente: dal fisico all’intelligenza, dall’eccentricità alla capacità di comprendere l’animo umano in ogni sua sfumatura. Velma è qui per sostenere un colloquio e diventare la sua segretaria personale. Penelope, che si occupa di critica gastronomica, ha deciso che scriverà le sue memorie ma non è in grado di maneggiare un pc e ha deliberatamente deciso di continuare a utilizzare la macchina da scrivere. Le due donne sono subito pronte alla partenza: direzione Toscana. Sarà lì, a Villa Onestà, nel bel mezzo della campagna senese, che Penelope si dedicherà alla cura del suo fisico e della sua anima. Velma l’accompagnerà e l’aiuterà a redigere le sue memorie. All’interno della Villa, in cui Penelope si reca almeno una volta l’anno, non mancheranno intrecci amorosi tra gli ospiti, sordide menzogne, passioni sopite e rancori malcelati che culmineranno nel più classico dei delitti. E toccherà a Velma e a Penelope prendere in mano le redini della situazione, investigare in sordina, risolvere il “caso” come nei più classici dei romanzi gialli…

Penelope Poirot fa la cosa giusta è un romanzo riuscitissimo, uno di quelli che il lettore appassionato dei noir più “classici” non deve perdersi. Becky Sharp, pseudonimo letterario di Silvia Arzola, scrive in maniera godibilissima: stile quasi “gotico”, ironico e divertente. Ogni pagina “esplode” letteralmente di vitalità e creatività. La sua Penelope è un personaggio tra i più riusciti nel mondo dei noir: una donna dalle grandi capacità intellettive, intuitiva, estroversa e istrionica. A farle da spalla la sua segretaria Velma: una donna di mezz’età tipicamente inglese, una donna che è la parte più razionale e concreta di Penelope. Assieme sono una coppia formidabile. Villa Onestà è la tenuta scelta dalla classe ricca di tutta l’Europa per far sì che mente e corpo si rilassino e che ci si possa prendere cura di se. La venatura ironica sulla moda new age è sempre presente in ogni passaggio del romanzo. Il plot narrativo segue i canoni del tipico giallo: una villa nel cuore della Toscana, ospiti che tra loro si conoscono molto più di quello che appaia di primo impatto, una improvvisa nevicata che li isola da tutto, un delitto. Il giallo è servito su un piatto d’argento. Il lettore resterà incollato alle pagine, immerso in una atmosfera incantata e ovattata, in una Toscana perfettamente descritta. Tra un colloquio ed un altro, tra una sigaretta e un brandy, il colpevole avrà le ore contate. A Penelope Poirot toccherà fare la mossa giusta per incastrarlo.



 

 

 
 
 
 

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