Perché gli scienziati non sono pericolosi

Perché gli scienziati non sono pericolosi
Il rapporto tra Scienza e società nel mondo moderno, in particolare in Italia, sta vivendo un periodo di forte contrasto, al punto che gli scienziati sono spesso visti come una minaccia per i cittadini. Ma dove affonda le sue radici questo scontro? Come si è arrivati a questo atteggiamento talvolta persino violento nei confronti di quello che per secoli è stato il simbolo delle potenzialità umane e della libertà di pensiero? Come è cambiata la percezione della ricerca scientifica nel pubblico e qual è il ruolo dei mass-media nella diffusione delle conoscenze scientifiche? Cosa è cambiato con l'arrivo della Bioetica e come mai questa disciplina viene spesso percepita dagli scienziati come un "freno" al diritto alla conoscenza? E, infine, come mai proprio in Italia, la culla del Rinascimento, è acceso ora più che mai un sentimento di forte contrasto nei confronti della Scienza e degli scienziati che non caratterizza solo le persone anziane ma anche i giovani di elevata cultura e magari... con una laurea scientifica alle spalle?
Il saggio di Gilberto Corbellini, professore ordinario di Storia della Medicina e docente di Bioetica presso l'Università la Sapienza di Roma, attraversa i secoli, fornendo un quadro dettagliato ed esauriente su come il rapporto tra Scienza e società si sia evoluto fino ai giorni nostri a partire dal Rinascimento. E' un'analisi profonda sulle cause di un sentimento "malato" e inconsapevole, alimentato da un vortice di cattiva informazione, di tensioni politiche e soprattutto religiose, particolarmente accentuate in Italia in cui la Chiesa si sente talvolta in diritto e in dovere di giudicare aspramente le questioni scientifiche, influenzando il pensiero di milioni di cittadini. Senza far leva sulle critiche, ma sulla successione di eventi storici e sociali, Corbellini argomenta il suo pensiero in maniera logica ed empirica, focalizzando ogni capitolo su un tema specifico e rendendolo indipendente dai capitoli successivi, al punto che il saggio può essere letto anche in modalità random. Un'amplia bibliografia fa da sponda al libro, che diventa così anche uno strumento di studio e non solo di riflessione.

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