Persecuzione

Persecuzione
Leo Pontecorvo è uno stimato primario di Pediatria. Dalla vita ha avuto quasi tutto: una carriera professionale brillante, una famiglia, la casa all’Olgiata (quartiere che ospita numerosi VIP della capitale), una moglie e due figli, le vacanze al mare e la settimana bianca in montagna; per chiudere il quadro, pochi amici apparentemente fidati con i quali parla di politica. Proprio durante una delle uscite invernali nello chalet di proprietà, il figlio dodicenne invita la fidanzatina a passare qualche giorno con la famiglia. Camilla ha solo dodici anni, ma ben presto, grazie alla sua astuzia e ad alcune lettere d’amore cui il professore non rinuncia a rispondere, accuserà Leo di pedofilia. La denuncia non tarda a diventare pubblica e una sera, quando la famiglia del professore è riunita a cena davanti alla televisione, il telegiornale diffonde la notizia. Infangato dalla vergogna il professore si rintana nello scantinato come un nuovo Gregor Samsa... 
Secondo romanzo di Piperno dopo l’esordio al fulmicotone Con le peggiori intenzioni: bissare il successo di quella bomba del 2005 non era facile, ma l’autore si inventa un salto nel passato - il romanzo è ambientato nella Roma degli anni Ottanta, quando Craxi e i socialisti dominavano la scena politica - che descrive alla perfezione i tic, le debolezze e le mediocrità di una borghesia che proprio in quegli anni costruì le basi dello zeitgeist degli Anni Zero. I personaggi delineati in maniera sopraffina (uno su tutti è l’avvocato ed ex amico del medico Herrera Del Monte), i monologhi e i ripensamenti del protagonista, che raggiungono in certi momenti parossismi delineati alla perfezione, i rimandi alla cultura ebraica con battute al fulmicotone e altre chicche fanno di questo romanzo una perfetta descrizione della tragedia di un uomo solo contro il suo destino. Anche se la tecnica narrativa si perde volutamente in flussi di coscienza e flashback che ricordano il maestro Proust, di cui Piperno è un esperto, e che quindi potrebbero risultare pesanti ad una lettura superficiale, la vicenda di Pontecorvo è simbolo di una classe dirigente che non sa più regolarsi, non ha regole, spende e cavalca il successo del qui-ed-ora senza alcun tipo di etica. Un mondo fatto di bambini in corpi di adulti che non sanno ribattere alle accuse diffamanti di minorenni implumi ci fa riflettere su cosa siamo diventati e sul dove stiamo andando in modo crudo, senza alcun tipo di inibizione. La nuova Lolita reinventata da Piperno merita una lettura attenta. Il libro è il primo di una miniserie di due volumi. Attendiamo con trepidazione il prosieguo.

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