Personal belongings

Personal belongings
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Roma. Marchetti, pubblicitario e proprietario dell’agenzia Challenge, ha davanti il neolaureato in Scienze della comunicazione Davide Sibilla, ventiquattro anni, disoccupato, nullafacente e insipiente a tal punto che l’appuntamento ha dovuto fissarglielo sua madre, tempestando di telefonate Marchetti. Questi non sa cosa fargli fare, non lo vuole lì con sé, è solo una perdita di tempo, specialmente in un periodo di crisi come quello attuale in cui riesce a sopravvivere solo pagando in ritardo i fornitori. Per toglierselo di torno, gli commissiona un concept: deve scrivere un pezzo sugli articoli religiosi, in modo da farli passare come oggetti, o meglio personal belongings, di lusso, quest’ultimo concepito à la Lapo Elkann. Il lavoro teoricamente sarebbe poi da consegnare ad un fabbricante di articoli religiosi di Barletta, proprietario della ditta Sacropuglia, che inizialmente l’aveva affidato a Marchetti. Davide, in qualche modo, riesce a creare qualcosa dal titolo Il sacro e il lusso e porta l’elaborato finale al pubblicitario, o meglio, alla sua segretaria Luana. Marchetti non ha proprio tempo da perdere e, quando finalmente riceve il concept, lo mette sulla scrivania senza nemmeno leggerlo. Qualche settimana dopo il titolare della Sacropuglia, Nicola Ametrano, si presenta da Marchetti per dare un’occhiata al catalogo che gli ha commissionato e sfogliandolo si imbatte nel concept di un certo Davide Sibilla, rimanendone davvero impressionato...

Dati OXFAM – Oxford Committe for Famine Relief – attestano che il 5% degli italiani possiede il 90% delle ricchezze del Paese o, se vogliamo essere ancora più cinici, che l’1% possiede il 25% delle ricchezze. L’Istat – Istituto Nazionale di Statistica – stima la disoccupazione al 10% e quella giovanile al 33%, ormai da diversi anni. I dati riguardanti percentuale di iscritti all’università o, cambiando tematica, testimonianti le disparità tra Nord e Sud sono ancora più impietosi. Cosa c’entrano però con Personal belongings? La risposta è molto semplice: questo breve racconto ne è la concretizzazione. Il protagonista è un giovane che semplicemente sopravvive, che è ancora attaccato al nido familiare e vive di paghette, che della laurea non sa che farsene, la cui madre deve letteralmente provvedere ad ogni cosa: insomma uno dei tanti (troppi!) neolaureati. Il pubblicitario Marchetti rappresenta ovviamente il mondo del lavoro: arretrato, stanco, debole, non aperto ai giovani, chiuso alle novità ed in lotta per la sopravvivenza. Per la ditta Sacropuglia sono invece richiesti suggerimenti: è più il paradosso di un’Italia nella quale l’investire nel lusso è più importante dell’assicurare una vita dignitosa a ciascuno, oppure è quell’Italia in cui, quando si ha la fortuna di trovare un lavoro, lo si trova in nero e senza alcuna garanzia per il futuro? Questo racconto tagliente, cinico e reale è frutto della mente di Francesco Recami, scrittore sia di gialli – Assassinio nel Paleolitico, Gli scheletri nell’armadio, L’uomo con la valigia sono tre fra i tanti – sia del più famoso Prenditi cura di me, finalista al Premio Strega del 2010. Personal belongings, edito dalla Sellerio, è parte della collana Corti, i cui testi spaziano tra differenti generi, dal poliziesco al letterario. E il racconto di Recami ci entra di diritto perché, come scritto sul sito dell’editore, è un “romanzo breve di alto valore sociale”.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER