Persone normali

Persone normali
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Contea di Sligo, Irlanda, 2011. Marianne e Connell hanno in comune molto più di quello che potrebbe sembrare: a partire da una cucina, dove le loro vite così diverse sono costrette a incontrarsi. Perché la madre di Connell è la donna delle pulizie di Marianne e non ha la patente e ogni giorno è suo figlio che va a prenderla per riportarla a casa. “Tu mi piaci”, dice un giorno Marianne a Connell, proprio lì, in quella cucina. Tutto questo all’insaputa degli altri: quando sono al liceo, Marianne e Connell a malapena si salutano. Marianne. Scarpe brutte e zero trucco. La ragazza ricca e solitaria, quella che si mette in disparte a leggere i romanzi, che nessuno ha mai visto nuda, che non si sa neanche se le piacciono i ragazzi o le ragazze. E quella indiscutibilmente più intelligente. “Essere solo con lei è come aprire una porta e chiudersi alle spalle la vita normale”. E Connell quella porta la apre tutti i giorni, ma non vuole che si sappia. Perché Connell è quello bello, simpatico, alla costante ricerca della approvazione degli altri, insomma vuole essere una “persona normale”…

Sembra che Sally Rooney si sia abbonata ad un genere letterario, e che non si diverta già più. D’altra parte quando ti definiscono “la Salinger della generazione di Snapchat” come fai a non annoiarti tu per prima? Non vogliamo neanche immaginarlo, il peso e il fastidio di sentirsi definire portavoce di qualcosa. E infatti, se in Parlarne tra amici il confronto amaro tra due generazioni, successive una all’altra, faceva emergere dinamiche e cliché di entrambe come se fossimo in un film di Woody Allen, in questo libro decidere di seguire il passaggio dall’adolescenza all’età appena più adulta degli stessi due personaggi è un esperimento un po’ meno riuscito. Da un piccolo paese di provincia al Trinity College di Dublino, da brutto anatroccolo a cigno, sono tante le metamorfosi che Marianne e Connell subiscono, ma quello che non cambia e sembra essere un dato di fatto è l’impossibilità di essere felici insieme, perché i rapporti di forza si capovolgono continuamente. Gravitiamo sempre nello stesso spazio: persone problematiche e persone adeguate e ben inserite che inevitabilmente si attraggono rovinandosi o salvandosi la vita a vicenda in base al momento in cui entrano in contatto. Questo momento, che può avvenire a distanza anche di anni, ci viene raccontato nel libro, alternando il punto di vista di Marianne a quello di Connell, svelandoci un po’ per volta le motivazioni dietro all’inevitabile botta che a ciascuno dei personaggi regolarmente sta per arrivare dall’altro. Perché amarsi al riparo dalle aspettative altrui in quella maledettissima zona tra i 18 e i 21 anni è la cosa più difficile da fare, e non è che quando cresci e diventi adulto diventa più facile, è solo che sei più stanco: di fingere, di raccontare bugie, di nasconderti, di piacere agli altri, di soffrire. Ecco perché a un certo punto arriva la felicità, arriva per stanchezza.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER