Pesca con la mosca

Pesca con la mosca
Tavernole sul Mella, alta Val Trompia, provincia di Brescia. È qui che tutto ha inizio. Fuori dalle mura cittadine, il cadavere di una giovane ragazza viene rinvenuto galleggiare nelle gorgoglianti acque del fiume Mella. La scoperta avviene per caso e proprio ad opera dell’ex giudice Petri, ormai pensionato in cerca di tranquillità e vittoriose sfide nei confronti di amici e colleghi ancora in servizio e che a pescare gli hanno insegnato. Coinvolto suo malgrado nell’indagine, l’ex giudice comincia a collaborare con il piccolo commissariato locale ma la povera Caterina, maestrina di asilo proveniente dalla città, sembra essersi suicidata e non pare avesse alcuna ombra nel suo passato. Innamorata del suo ragazzo, un ruspante giovanotto del luogo, stava per sposarsi, dunque il suo gesto non ha chiare spiegazioni. Tuttavia, qualche cosa non quadra e presto si verrà a sapere che il giovane prete del paese aveva avuto una relazione clandestina con la ragazza. Allontanato dal paese per timore di vendette da parte di Enrico Beni, fidanzato di Caterina, il prete viene comunque ucciso da una mano sconosciuta. Il mistero si infittisce quando, con la stessa arma, un altro prete viene ucciso a sangue freddo proprio a Brescia, riportando tutte le competenze al vecchio commissario Miceli e agli agenti della sua squadra mobile. Petri, dunque, viene coinvolto nonostante le reticenze della moglie che lo vorrebbe definitivamente e placidamente pensionato. L’abito talare delle vittime e l’arma comune sembrano essere l’unico legame che unisce la morte della povera ragazza ai successivi omicidi, ma l’ex giudice, il commissario Miceli e gli agenti della squadra mobile non hanno niente altro da disposizione. Indagare tra i prelati è come camminare sui cristalli e probabilmente non resta che aspettare un errore o un nuovo indizio lasciato come firma proprio dall’assassino…
Quinta indagine per la coppia ormai collaudata Petri-Miceli e, per chi avesse letto e apprezzato le precedenti avventure, l’evoluzione dei caratteri nel tempo è chiara ed è anche sintomo che i due principali protagonisti sono ormai persone reali, con un loro ciclo vitale che sta maturando anche durante le pause di scrittura dell’autore. Brescia e la sua provincia si confermano come scenari ideali dentro cui far muovere assassini e poliziotti, perché tanto più è sicura la descrizione dei luoghi, tanto meglio il lettore si muove al seguito delle indagini. Si tratta dell’ennesimo romanzo paradossalmente rassicurante, nonostante il genere e l’argomento, perché la trama non domanda altro che di essere letta e dispiegata. Il male si genera, il male evolve, il bene lo sconfigge, il bene si evolve pronto per una nuovo avventura. L’intreccio è collaudato e proprio questi ingranaggi lo rendono una piacevole lettura quando tutto il resto della tua vita è magari caos e nebbia fitta. Magari per alcuni questo sarà un limite, ma non è così. Quando lo stile è solido e la scrittura non cede e non lascia dubbi interpretativi, perché lamentarsi? Insomma, nessuno farà degli strani voli pindarici, nessuno uscirà sconvolto dopo aver letto di Petri e Miceli, ma certamente li ricorderà o li riconoscerà quando, camminando per strada, li ritroverà in carne e ossa, incarnazioni di quei personaggi appena lasciati sulla carta. Una lettura placida, sincera e senza fronzoli. 

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER