A pesca nelle pozze più profonde

“A un certo punto del mio apprendistato mi misi in testa che, se volevo diventare un bravo scrittore di racconti, dovevo imparare a pescare”. Inizia così questo saggio confidenziale sulla scrittura di racconti e ciò che è subito chiaro è quanto non se ne parli in termini di tecnica, ma piuttosto come di un vero e proprio atteggiamento che lo scrittore dovrebbe avere nei confronti dei suoi testi. È il momento della scrittura, delle riflessioni silenziose che vi hanno condotto, della responsabilità anche verso il lettore più distratto e magari di bocca buona. Paolo Cognetti non nasconde il suo amore per la letteratura americana ed in questo  senso ripercorre le sue letture più formative, passando dai racconti di Hemingway con protagonista Nick Adams a quelli di Andre Dubus, Salinger, Raymond Carver, Wallace, Munro, Orner e Cheever. Nomi grossi, giganti, ma di questi va a cogliere sfumature e suggestioni che poi fa proprie. Se da un lato, ad esempio, richiama la metafora dell’iceberg di Hemingway (la parte dell’iceberg sott’acqua è tutto quello che lo scrittore sa, la parte in superficie è quello che lo scrittore dice) dall’altro preferisce egli stesso rimanere all’oscuro di qualche parte di ciò che sta raccontando, perché il racconto è una “scrittura incompleta” – ci ricorda, citando Grace Paley - e tale preferisce che rimanga anche per lui. C’è sempre qualcosa che non si può dire, che ancora non si conosce o che, magari, non si ha il fegato di scrivere!

Paolo Cognetti (Manuale per ragazze di successo, Una cosa piccola che sta per esplodere, Sofia si veste sempre di nero, tutti con Minimum Fax, un libro su New York per Laterza e Il ragazzo selvatico con Terre di Mezzo) in breve ci ricorda quale sia la natura intrinseca di un racconto: è una parte di una storia già iniziata altrove e che altrove continuerà. Lo stesso vale per la vita dei personaggi (personaggi/persone) e, in questo senso, è più che esplicativo quello che succede nella nota introduttiva ai quattro racconti che chiudono il saggio e con protagonista Sofia, il personaggio dell’omonimo Sofia si veste sempre di nero, quattro pezzi inediti della vita di Sofia che Cognetti ha scritto dopo l’uscita del libro “senza nessun progetto particolare, se non quello di stare insieme ancora un po’, di seguirla per un altro pezzo di vita”.

Leggi l'intervista a Paolo Cognetti



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER