Pescemangiacane

Pescemangiacane
Riva di Suzzara. Qualche centinaio di anime. Il maresciallo Barillà, componente del Centro per la Tutela Ambientale è nei pressi della riva del Po. Con lui c’è anche il magistrato Federica Della Lovere, per gli amici, giocando con l’abbreviazione FDL, ‘Figa di Legno’. Davanti a loro c’è il Gerardi, un imprenditore edile con la testa seppellita sotto la sabbia a mo’ di struzzo e una puntura su entrambi gli avambracci in corrispondenza delle vene dove solitamente vengono operate le trasfusioni. Una fine macabra per un uomo tranquillo con famiglia e una vita come le tante degli abitanti che vivono sulle rive del grande fiume. Perché è stato ucciso? E soprattutto, perché in quell’orribile modo? Secondo le indagini, sembra che rubasse sabbia dall’alveo del Po per impastare il cemento e risparmiare così sui materiali da costruzione. Mentre le indagini si tingono ulteriormente di nero, nel racconto si mescolano i pensieri di un uomo originario anch’egli di quelle zone. Parla di suo nonno e della vita trascorsa a contemplare un fiume malato in balìa degli interessi di uomini senza scrupoli. La sua identità è però ignota. Nel frattempo, si verificano altri omicidi: stesso modus operandi: testa conficcata sotto la sabbia e morte dovuta a misteriose trasfusioni. Le vittime non vengono però dissanguate, un ulteriore colpo di scena farà rabbrividire sia Barillà che Della Lovere, i quali si getteranno sulle tracce di un enigmatico eco-serial killer…
L’intero libro di Paolo Roversi è incentrato su due anime principali: la distruzione meticolosa del Po dal punto di vista ambientale e i macabri omicidi operati ai danni di coloro che in qualche modo hanno contribuito all’inquinamento del fiume. Pertanto il lettore, seguendo il filo rosso che collega gli omicidi, ha la possibilità di farsi un’idea di ciò che è successo negli ultimi anni al Po. Ma il fiume non è il solo protagonista, nonostante sia l’ambientazione privilegiata dei luoghi del crimine. Il maresciallo Barillà ricorda ciò che successe al Lambro in tempi recentissimi, quando un’intera raffineria scaricò tonnellate di gasolio nell’alveo del fiume lombardo, causando un’immane devastazione all’ecosistema già vessato da scellerate politiche industriali. Pescemangiacane lega suspence ed ecologia in un misto di avvenimenti in grado di coinvolgere il lettore al punto da rendere indistinguibili omicidi e crimini ambientali. I primi hanno lo scopo di sorreggere la trama, i secondi anch’essi uccidono (basti pensare ai tumori e agli avvelenamenti che possono provocare), ma hanno un ruolo più profondo: interrogare le coscienze. In questo noir polifonico verrà dato spazio anche all’interiorità dei protagonisti, in una sintesi decisamente coinvolgente.

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER