Peter & Chris - I Dioscuri della notte

Peter & Chris - I Dioscuri della notte
La storia del cinema di genere – e in particolare di quello horror e fantastico – è ricca di attori-icona, volti (e vite) che sono diventati leggende. Lon Chaney jr, Boris Karloff, Bela Lugosi, Vincent Price, Peter Cushing, Christopher Lee sono ormai molto più che interpreti, sono diventati maschere sedimentate nell'immaginario collettivo. Gli ultimi due della lista poi hanno qualcosa in più, che li distingue da tutti gli altri: un rapporto profondo sia dal punto di vista professionale che umano che li ha accompagnati nella loro lunghissima carriera e che solo la morte di uno dei due (Cushing nel 1994) ha interrotto. I saggisti Franco Pezzini e Angelica Tintori ripercorrono questa carriera e questo sodalizio passo passo, dal primo incontro di Lee e Cushing sul set di “Amleto”, diretto e interpretato da Laurence Olivier nel 1948, al kolossal “Moulin Rouge” diretto da John Huston nel 1952, e poi all'approdo di questi due 'dioscuri della notte' alla storica casa di produzione britannica Hammer con “The curse of Frankenstein” di Terence Fisher che segna l'inizio della loro amicizia e il loro ingresso trionfale nell'horror – che non abbandoneranno mai...
La fortuna di una coppia artistica si nasconde sempre nella diversità, nella ricchezza delle differenze. E che Christopher Lee e Peter Cushing fossero attori molto diversi tra loro è davvero innegabile: più classico e compassato Cushing, apprezzato attore teatrale e televisivo (tanto che negli anni '50 in Inghilterra circolava una gag che suonava più o meno così: “Sai cos'è la televisione? No, non lo so, cos'è? Peter Cushing con le manopole”), più viscerale e moderno Lee malgrado l'aplomb impeccabile da gentleman. Un'alchimia perfetta che non poteva sfuggire a registi e sceneggiatori, che infatti per decenni -allo scopo di sfruttare al meglio Lee e Cushing - hanno impiantato meccanismi narrativi basati sulla presenza di due figure archetipiche opposte. I due a dire il vero si alternavano  nei ruoli di buono e cattivo, ma fondamentalmente Cushing era razionale, puritano, fragile  mentre Lee era passionale, fascinoso, oscuro. Il saggio della premiata ditta Tintori-Pezzini esplora questa dinamica con attenzione, citando centinaia di aneddoti e raccontando minuziosamente decine di film. Nel libro ci sono anche le notazioni biografiche, naturalmente (per esempio la struggente storia d'amore di Cushing con la fragile collega Helen Beck o l'esaurimento nervoso di Lee in seguito ai problemi di salute della figlia Christina Erika), ma soprattutto c'è la storia del rapporto tra due grandi attori lungo il loro percorso professionale comune e non. Un saggio imperdibile per ogni appassionato di cinema di genere, prezioso per chiunque ami il cinema tout court.

Leggi l'intervista a Angelica Tintori

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