Piaceri divini

Piaceri divini
Corinna Chapman abita a Insula, uno stravagante complesso di appartamenti in un sobborgo di Melbourne che prendono il nome dalle divinità romane e dove tutti si conoscono perfettamente. È una panettiera doc, grassottella e spiritosa, si alza ogni mattina alle 4.00, nutre il suo gatto Orazio ed il nucleo anti-topo che tiene il laboratorio pulito da ratti e intrusi di varia natura. Con lei lavora Jason, adolescente strappato dalle grinfie dell’eroina e artista del muffin. Tutti i giorni Corinna ripete, quasi fosse un rito, la preparazione del pane, con amore, dedizione e con tutta la sua passione per i cibi gustosi e preparati in casa, tra le calde mura domestiche. Pane all’italiana, morbido all’interno e croccante in superficie, pane di segale, pane con i canditi e una grande quantità di muffin: al mirtillo, alla marmellata di ciliegie, allo zenzero e al cioccolato. Deliziosi. I clienti sono quasi sempre gli stessi, fedeli e puntuali, e tutto scorre sereno. Ma, poiché Corinna è una di quelle donne votate alla risoluzione dei casi altrui e dei misteriosi avvenimenti che le ruotano intorno, si trova ad avere a che fare con alcune stranezze ed eventi aggrovigliati tra loro come i fili di una matassa. Daniel, il suo fidanzato (un tipo stile Bronzo di Riace inguainato in un paio di pantaloni di pelle nera), torna da lei dopo un passeggero black out mentale, perplesso e inquieto per l’incontro con Darren – Il figlio di Dio, un pazzo scatenato che crede di essere il Messia e si contorce a terra sibilando come fosse un serpente e che i due decidono di dover smascherare, costi quello che costi. Ma non è finita, perché se a Delizie Terrene tutto procede per il meglio non si può dire lo stesso per Piaceri Divini, la migliore pasticceria di Melbourne, gestita dalle sorelle Juliette e Vivienne, una bellissima e l’altra bravissima maitre chocolatier. Qui qualcuno si diverte a sostituire il ripieno dei cioccolatini con della salsa piccante o della salsa di soia e il negozio rischia di fallire in breve tempo. Chi può essere il responsabile? Lo fa per vendetta o per dispetto?
Kerry Greenwood fa vestire i panni di una moderna investigatrice a una panettiera che, moralmente, ha proprio la consistenza del pane appena sfornato, croccante fuori e soffice all’interno. Il romanzo, secondo di una serie che vede protagonista Corinna e tutta la banda che le gira intorno, è freschissimo, frizzante, divertente. I personaggi sono stravaganti e peculiari. Ci sono due ragazze che sognano di sfondare nel mondo dello spettacolo, un’esoterica appassionata di magia, una donna detective poliziotto dalla scorza assai dura e dall’aria determinata, una elegante signora di mezz’età appena trasferitasi a Insula che indossa costosi vestiti ed è riservata, e tutti contribuiscono in qualche modo alla risoluzione del caso. I gatti sono una presenza costante: può sembrare sciocco sottolinearlo, ma trovo che un’autrice che ama i gatti a tal punto da farli essere onnipresenti nei suoi libri sia molto furba ed acuta, sia intelligente e mentalmente elastica ed abbia anche una certa ironia e simpatia di fondo. Storia d’amore, narrazione a tinte gialle e romanzo culinario si fondono perfettamente e la ricetta è ben riuscita. Un piatto saporito, come una colorata insalata estiva dove peperoni, pomodori e foglie verde smeraldo danzano insaporite nell’olio o ristoratrice come un’ottima zuppa di pesce accompagnata da crostoni di pane di segale tostati ed un ottimo bicchiere di vino rosso a riscaldare la mente ed il cuore. Cameriere! Il conto, per favore! Sicuri di tornare un’altra volta.

 

 

 

 
 
 
 
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