Pianeta d'aria

Pianeta d'aria

La balena Moby Dick si è appena inabissata, distruggendo la Pequod, la nave che le dava la caccia, e portando con sé nelle profondità dell'oceano il capitano Achab. Il giovane marinaio Ishmael è sopravvissuto miracolosamente aggrappandosi alla bara di legno intagliato del suo compagno Queequeg. Per un giorno e una notte Ishmael va alla deriva col sinistro relitto, finché miracolosamente non viene soccorso dalla Rachel, un'altra baleniera. Ma anche questa nave va incontro a un ben strano destino:  prima si imbatte in strane fiamme che danzano sulle acque, poi in misteriose 'cose' scure e vorticanti, infine si ritrova d'improvviso sospesa in aria a miglia e miglia di altezza e precipita, schiantandosi su un vascello sospeso nell'aria e attraverso un enorme essere fatto di una sostanza simile ai funghi, pieno di vesciche d'aria che attutiscono la caduta di Ishmael permettendogli miracolosamente di sopravvivere, ancora una volta da solo. Anzi, in compagnia di una bellissima ragazza che era sulla nave aerea distrutta involontariamente dalla Rachel. Il marinaio si trova in una Terra di un lontanissimo futuro: Sole e Luna appaiono enormi nel cielo, i mari sono quasi del tutto evaporati e sono ridotti a una massa gelatinosa salatissima, il suolo è ricoperto da vegetazione carnivora, l'aria è popolata di squali volanti e di altre stranissime, letali creature. Gli uomini – tornati a una sorta di Medioevo – vivono su città volanti ancorate al suolo e solcano l'aria su strani vascelli...

Il sequel di Moby Dick? Un romanzo di fantascienza ambientato in un remoto futuro in cui l'invecchiamento del Sole ha causato un sostanziale avvicinamento della Terra al suo astro e della Luna alla Terra, prosciugando gli oceani e riducendo i continenti a uno stato di terremoto continuo, e gli uomini abitano l'aria, inseriti in una ecologia complessa e bizzarra. Philip J. Farmer nelle primissime pagine rende viva e vitale la derivazione melvilliana del suo romanzo indulgendo in citazioni anche stilistiche, ma il gioco letterario lascia quasi subito il posto a una pura avventura à la Edgar Rice Burroughs, con l'archetipo sempre efficace ma certo tutt'altro che sorprendente del protagonista venuto da un altro mondo – il nostro – che diventa un leader e un eroe nonostante il contesto per lui a dir poco alieno. Episodio  minore nella sterminata bibliografia di Farmer, Pianeta d'aria è divertente, ben scritto, non privo di trovate interessanti. Ma nulla di più.


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