Piccola enciclopedia delle eresie cristiane

Da “Abbecedari” (settari tedeschi del XVI secolo convinti che per ottenere la salvezza sia necessario non imparare l’alfabeto e in generale studiare, attendendo invece che la conoscenza giunga attraverso lo Spirito Santo) a “Zwingliani” (i seguaci di Zwingli, riformatore svizzero vissuto a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento che si differenziava da Lutero per il suo umanesimo e per la convinzione che la liturgia dovesse essere fondamentalmente basata sulla predicazione, rifiutando il realismo sacrificale della Messa) un elenco di 174 tra sette e leader religiosi dissidenti della storia del Cristianesimo. Lemma dopo lemma si alternano eresie che hanno avuto un impatto profondo come lo gnosticismo, il manicheismo, l’arianesimo o il puritanesimo e tendenze che probabilmente non avete nemmeno mai sentito nominare, come l’abelaniesimo – i cui seguaci pensavano di non poter adorare Dio se non vivendo nudi, ma al tempo stesso evitavano come la peste qualsiasi contatto carnale – o l’eonianesimo, movimento fondato dal bretone Eone della Stella nel XII secolo sulla base di un equivoco: avendo infatti sentito recitare nel Credo “Per eum qui venturus est judicare vivos et muortos” aveva inteso “Per Eon qui venturus est judicare vivos et muortos” e si era convinto di essere proprio lui che doveva venire per giudicare vivi e morti ed era divenuto predicatore. Nessuna eresia viene trascurata, per quanto sia stata marginale e per quanto folcloristica, pittoresca o stravagante possa apparire ai nostri occhi…

Michel Théron, professore di Lettere al Liceo “Joffre” di Montpellier e figura molto attiva nel panorama culturale francese, nella sua prefazione al volume mette le mani avanti: “La prospettiva adottata è più quella di un letterato o di un antropologo che di uno storico”. Il suo approccio alla materia – che potremmo definire “arguto”, a tratti persino ironico – del resto salta immediatamente agli occhi: il “petit” del titolo non sta ad indicare solo la brevità delle voci enciclopediche ma anche lo stile scanzonato con cui sono redatte. Ma non per questo le questioni teologiche vengono trascurate: scopo dichiarato del lavoro di Théron sulle eresie cristiane è “(…) evitare un pregiudizio tenace. Si crede generalmente che in materia di religione ci sia all’inizio una unità o un consenso e che solo in seguito, progressivamente, si allontanino da questa unità coloro che vengono definiti i marginali, i deviati, gli eretici. Al contrario, la diversità viene prima, l’unità dopo. All’inizio c’è la complessità, il contrasto, la dissonanza. Non ci sono né unanimità, né sinfonia o accordo di voci”. Da questo consegue che la forma attuale del Cristianesimo deriva da un processo di selezione di diversi approcci, di svariate ipotesi, di tesi anche in aspra contraddizione: un processo molto umano e storicizzato, un percorso sempre in discussione che non ha nulla a che vedere con l’immanenza del divino: “eresia” in greco significa “scelta”.



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