Piccole Storie di Ornella V.

Piccole Storie di Ornella V.

Ornella Vanoni racconta quattordici volte se stessa attraverso piccole vicende immaginate o vissute, che potrebbero tranquillamente essere accompagnate da note musicali e dalla voce della grande artista milanese. Sono storie piccole, delicate, godibili come un veloce refrain. C’è la “bellissima”, la penna preferita dalla Vanoni, che dopo averla ricevuta per un premio ne fa il suo feticcio. Semplicemente l’adora, ma quando le capita di romperla, sa che sarà pronta a tutto pur di non separarsene. C’è Pippi, il canarino del suo simpatico amico Michele, che ha atteso schiudersi quel piccolo uovo e da allora si è affezionato a quel volatile tanto ben addomesticato da essere un animale di compagnia; con l’unico vizio di prendersi troppe libertà e di lasciare ciac – come le chiama lui – sul suo letto. C’è quel viaggio in Brasile, tra distese ammalianti di mille colori, mangrovie rigogliose e indimenticabili pesci volanti. Il viaggio in cui si scopre felice, persino, di dare un bacio veloce ad una piccola scimmietta tanto affascinata dal suo vaporizzatore d’acqua. C’è soprattutto il cuore di Ornella Vanoni, che descrive quello che le passa per la testa senza filtri, esattamente come ha sempre amato presentarsi al suo pubblico...

Non è ovviamente la classica raccolta di racconti con un preciso filo logico o un progetto narrativo ben architettato. Ha più la forma di un sintetico zibaldone che raccoglie memorie e pensieri sparsi, veri e propri amuse-bouches, antipasti veloci da gustare prima o dopo l’ascolto di un album della grande “cantante della mala”. Non aggiungono, a dire il vero, molto a quello che già pensiamo o sappiamo di Ornella Vanoni, al massimo confermano lo spirito controcorrente e anticonformista che l’hanno sempre caratterizzata. Molto toccante il ricordo di Hugo Pratt, della sua allegra risata che aleggia anche in una stanza di Capri. Lui che l’aveva ritratta molte volte sulle sue mirabili tavole come donna sensuale e avventurosa, piena di passione e di carattere. Lei si sente una banale “signoretta” solo a pensare a quei “no” e al conseguente rimpianto di una storia d’amore mai davvero iniziata. In questo mettersi anche in discussione che è il bello di queste storie scritte di pancia, che di piccolo hanno solo la lunghezza di stampa. Ci dice che la felicità è possibile “aumenta le difese immunitarie”, ma, in linea con il suo passato turbolento, ci tiene anche a rammentare che per essere felici occorre nella maggior parte dei casi correre un rischio ed esporsi.



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