Piccoli racconti di un’infinita giornata di primavera

Piccoli racconti di un’infinita giornata di primavera
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È Capodanno e un gruppo di amici si raduna per festeggiare. La maggior parte di loro indossa abiti tradizionali ordinari, inadatti a una celebrazione tanto importante, ma tra tutti spicca un giovane che indossa un frac, anche se nel modo di porsi appare goffo e a disagio in quell’abito elegante... È una giornata di pioggia scrosciante e l’acqua normalmente limpida appare cupa, il fiume si è ingrossato, il livello presso le risaie si è alzato. Difficile individuare i pesci e ancora più difficile evitare che un grosso serpente si avvicini troppo… La notte è profonda e il pianto uggiolante della domestica attraversa il silenzio svegliando il padrone di casa. In pochi minuti raggiunge la camera della moglie, dove dormono anche i bambini e vede la domestica china sul futon, sconvolta è tremante: un ladro è entrato in casa. Ormai il furto è compiuto e anche avvertire la polizia serve a poco. Se il padrone di casa non ha cura di chiudere per bene tutte le porte deve ammettere di essere superficiale e prendersi le sue responsabilità… Il gelo è intenso, la neve cade di continuo ed è impensabile adoperare la stufa per via dei costi ingenti, il calore emanato dal braciere è minimo e a parte le mani tese sulle braci il resto del corpo patisce. Il bimbo piange per il freddo, la moglie si aggira per casa preoccupata, la domestica giace a letto malata, forse una capatina ai bagni pubblici allenterà la tensione dettata dalle preoccupazioni… Le giornate presso una lugubre pensione londinese sono allietate dall’amicizia con un connazionale… La lunga agonia del gatto di casa è sotto gli occhi di tutta la famiglia che si mostra indifferente, solo dopo la sua morte il loro modo di fare muta…

Il 1909 fu un anno prolifico per l’attività letteraria di Natsume Soseki e ben venticinque racconti furono pubblicati sui numeri del “Osaka Asahi Shimbun”, per essere poi raccolti l’anno successivo a opera dell’autore in un volume dal titolo Eijitsu Shohin, tradotto in italiano Piccoli racconti di un’infinita giornata di primavera, che fa riferimento alle lunghe giornate di primavera e al desiderio per chi vive un’emozione intensa di poterla custodire nel tempo, affinché l’effetto benefico che quel sentimento genera non si esaurisca mai. Soseki è vissuto tra 1867 e il 1916, cresciuto in una famiglia numerosa è stato vittima di un affetto incostante che nel tempo ha lasciato il segno sulla sua indole. In Giappone è definito come il “sommo scrittore” per l’influenza linguistica che i suoi scritti hanno avuto nella letteratura del paese e nel condizionare le nuove generazioni letterarie. Momenti di lieta gioia e sensazioni malinconiche si alternano in questi suoi scritti, brevi e significative testimonianze del vivere quotidiano, con affascinanti riferimenti alle abitudini delle famiglie nipponiche nell’epoca dell’autore. L’abbigliamento, il cibo, il rapporto con la natura e gli animali, le relazioni sociali, la spiritualità. Alcuni elementi sono suggestivi e ravvivano l’immaginario del lettore. Come nel racconto dell’incendio, quando viene descritta una pompa a pressione trainata da cavalli per gestire le fiamme. Una raccolta poetica e delicata per chi desidera immergersi nelle atmosfere del Giappone a cavallo tra il XIX e il XX secolo.



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