Pioggia sporca

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Tre macchine della Seconda Sezione Criminalità diffusa, straniera e prostituzione entrano in silenzio nel piazzale, all’ombra delle alte torri di cemento. A bordo quattordici poliziotti in borghese armati fino ai denti. Devono fare irruzione in un appartamento al settimo piano di una delle torri, la più degradata e pericolosa. È il covo di una banda di nigeriani, cinque fratelli che gestiscono un fiorente giro di prostituzione. Tra i poliziotti c’è Vittorio Marongiu, sardo di nascita e milanese d’adozione, spedito in quella città di merda per motivi disciplinari. Passa le giornate alle slot machine e a bere, ma deve soldi a tutti, nessuno gli fa più credito e peggio ancora ha accumulato 25.000 euro di debiti con Rudy Mameli, il boss più potente della città, e non l’ha ancora pagato. Per ora gli sgherri di Mameli si sono limitati a pestarlo a sangue più volte, ma Vittorio prevede di “finire sotto tre metri di terra nella zona industriale prima dell’anno nuovo” se non riesce prima a saldare il suo debito. L’idea è trovare i soldi dei nigeriani prima dei suoi colleghi e intascarseli per tentare di calmare Mameli. I poliziotti aprono gli sportelli e iniziano a correre sotto la pioggia fittissima. Si fiondano per le scale, Vittorio fa la scorciatoia, si inerpica sulle scale antincendio, arriva al settimo piano con i polmoni in fiamme e il cuore che martella nel petto, sfonda la porta dell’appartamento a calci, entra con la pistola spianata. Davanti a lui ci sono un negro enorme e due ragazze nude che stanno cercando di far sparire della droga nello scarico del wc: Vittorio riconosce una delle due, ogni tanto la carica in macchina e se lo fa “lucidare per bene” gratis “con il ricatto di rispedirla al centro d’accoglienza”. Fa cenno alle ragazze di scappare, ammanetta l’uomo e intanto cerca di fargli dire dove ha nascosto i soldi. Ma dopo pochi secondi i suoi colleghi fanno irruzione nell’appartamento, peccato. Trovano 7500 euro in contanti e una mano mozzata. I soldi e la droga avrebbero quasi coperto il debito, Cristo. Invece niente da fare…

Lorenzo Scano, titolare della Libreria Metropolitan di Cagliari, specializzata in romanzi gialli, thriller e noir, è al suo secondo romanzo. Un noir teso, violento, esplicito e sboccato con tre storie che si intrecciano: quelle di due poliziotti – Vittorio e Rolando, entrambi così corrotti e violenti che il cattivo tenente dell’omonimo film di Abel Ferrara spiccia loro casa – e di un ex spacciatore, Marco, che dopo essere sfuggito ad un agguato, scappato in Germania e aver lavorato in fabbrica a Colonia per cinque anni torna in città per rifarsi una vita (la figura di Marco è ispirata a una persona reale, un amico d’infanzia dell’autore citato nei Ringraziamenti alla fine del libro). Ambientato in una non meglio precisata (e immaginaria) città dell’Italia meridionale modellata su Cagliari ma elevata alla massima potenza, Pioggia sporca è cronaca nera talmente concentrata da diventare archetipo: i personaggi vivono vite dannate, l’acceleratore della narrazione è sempre a tavoletta, le situazioni sono estreme e il linguaggio è più che esplicito. In questa periferia degradata e grigia flagellata da una pioggia incessante che è soprattutto una periferia dell’anima, Scano ambienta le sue storie puntando più sull’adrenalina che sull’originalità e riesce alla grande nel suo intento.



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