Poeti sociali

Poeti sociali

“Avere un posto” non significa possedere un terreno o una casa. Significa essere radicati in un luogo, dove si vive del proprio lavoro e delle relazioni con i propri vicini. La cultura popolare punta all’edificazione di un mondo condiviso, caratterizzato dall’integrazione delle persone e dalla disponibilità a conoscere e ad accettare le idee degli altri per quanto possano essere diverse e intellettualmente lontane. I movimenti popolari, appoggiati dal magistero di papa Francesco, sostengono la necessità di costruire “comunità aperte” per le quali è essenziale la fiducia nel cambiamento e nel miglioramento umano determinati dalla gratuità, dalle pratiche donative e dalla generosità. È una logica questa continuamente attaccata dal neoliberismo che tende a creare comunità chiuse e immobili, opposte al pensiero cristiano fatto invece di partecipazione e movimento. Ne è un esempio la gentrification urbana che caccia i poveri dai quartieri del centro per riqualificarli e insediarvi la classi più agiate. Un’autentica cultura popolare oggi non può prescindere dal considerare il “lavoro umano” come atto creativo che produca il passaggio “dalla proprietà di un oggetto al suo utilizzo”, mettendolo a disposizione di tutti…

Costruire una società affratellata, inclusiva e solidale può apparire un’impresa difficile ma non impossibile da realizzare. È la strada intrapresa e indicata dai movimenti popolari la cui azione è totalmente indirizzata all’attenzione del bene comune. Partendo dai discorsi di Papa Francesco e dalla riflessione dell’antropologo gesuita Michel de Certeau, Vincenzo Rosito sostiene che si debba porre al centro del dibattito sociale il popolo inteso “come un soggetto attivo, progressivo e critico”. Nel suo essere un’entità in fieri il popolo ha le potenzialità per plasmare un mondo che non guardi all’individualismo della persona, come fanno il neoliberismo e il neocapitalismo, ma all’intera collettività senza l’esclusione di nessuno. Da qui deriva il significato di “poeti sociali” del titolo. Sia il poeta sia il popolo sono dotati di una notevole creatività, che li rende capaci di riutilizzare ogni materiale, anche quelli apparentemente di scarto o improduttivi, per trasformarlo in un oggetto utilizzabile da chiunque. Poeti sociali è un breve saggio che, attraverso un linguaggio filosofico strettamente legato al messaggio evangelico e al pensiero sociale cattolico, cerca di individuare criticamente una via al rinnovamento del consorzio umano dove si recuperi la nozione di uomo rispetto al falso mito del potere economico. Se quella di Rosito è una spietata analisi della contemporaneità, è pure un manifesto di speranza, rappresentata dai tanti movimenti popolari che operano in ogni parte del globo in nome dell’uguaglianza e del superamento delle differenze.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER