Pomeriggi di pioggia e cioccolato

Pomeriggi di pioggia e cioccolato
Fiore ha finalmente trovato il coraggio di lasciare il marito, mettendo fine alla “prigionia a cui si sottomise per sua volontà”, credendo fosse per lei “il destino migliore come donna”. È  convinta che la decisione presa sia frutto di un percorso di consapevolezza che la fa sentire vicino alle donne della sua famiglia. Questa memoria, unita alla felicità della sua recente storia d'amore clandestina, le dà la voglia di raccontare le generazioni di donne che hanno dato origine alla sua stirpe. Parte da Francesca e Vittorio, i suoi bisnonni, che sfuggirono dalla condizione di estrema miseria vissuta in Italia per cercare fortuna in Bolivia. Qui si trasferirono nelle terre di Pusa-Pusa, nella valle di Cochabamba, e misero su una fattoria che divenne la base dei loro possedimenti. Da loro nacquero Francesca Vittoria, la nonna di Fiore, che in quelle terre rimase e lì visse gli stravolgimenti della rivoluzione del 1952 e sua sorella Leonarda, che espatriò in Europa non appena raggiunta l'età per poterlo fare. Fiore è figlia di Gabriela, nata da Francesca Vittoria e Crisanto. E fino all'età di undici anni non ha saputo di avere un cugina, Valentina, di qualche anno più grande di lei, che porterà la nonna a prendere una posizione nella nuova rivoluzione, accanto alla causa della ritrovata nipote...
Come in Carmela, il primo romanzo di Amalia Decker Màrquez, protagoniste sono le donne, quattro generazioni di donne in questo caso. Ma l'autrice non ha voluto scrivere un romanzo di genere, come lei stessa ha dichiarato: “questa risorsa mi permette di creare una narrazione più verosimile, perché nel mio ruolo di donna, è più facile immedesimarmi in un personaggio femminile che in uno maschile”. Sono donne forti e coraggiose, quelle descritte dalla Màrquez, che non piangono, che a volte si chiudono nei loro silenzi, come ha sempre fatto la nonna di Fiore e come inevitabilmente si trova a fare la protagonista, nonostante i consigli del nonno, in punto di morte, di non farlo perché “ogni cosa, se condivisa, è più leggera”. La trama attraversa gli avvenimenti più rilevanti della storia boliviana, senza però dar vita ad un romanzo storico: l'autrice preferisce scegliere una narrazione intima e raccontare le  vicende di persone che in questa storia sono immerse. Amalia Decker Màrquez, boliviana, giornalista, deputata, madre e nonna, ma soprattutto scrittrice, dopo aver scoperto questa sua passione.

 

 

 
 
 
 
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