Posa 'sto libro e baciami

Posa 'sto libro e baciami

Immaginate che nel pieno del solleone d’agosto una mail arrivi nella vostra casella di posta elettronica di “giovane-scrittore”, è Ivano Bariani a scriverla. La scadenza certo è breve (due settimane), ma l’invito è allettante: ricordare, reinterpretare e infine riscrivere, proprio come se fosse la cover di una canzone, la vostra scena d’amore, quella che vi ha segnato, quella spartiacque, che dopo niente più è tornato a essere come prima... Immaginate quindi che 39 penne (sì, vabbè, qualche centinaio di falangi) inizino a darsi da fare ciascuna sui tasti del proprio computer. C’è chi, come Gianluca Morozzi, racconta l’amore che vince le barriere sociali e sessuali fra l’emigrante Nino e il trans Gilda (Sessomatto di Dino Risi) a una ignara ragazza solo per convincerla a non giudicare un ostacolo alla loro unione il fatto che lei sia la fidanzata di un suo amico. C’è Coniglio cattivo che reinterpreta: Ghost, Romeo e Giulietta, Paolo e Francesca e Titanic. C’è Albo Paleari che ancora stenta a riprendersi dall’aver mancato la puntata definitiva di Lady Oscar, quella in cui lei sullo sfondo della Rivoluzione Francese “fa l’amore nuda” con Andrè , e la vedrà solo più tardi, traendone conclusioni a nostro parere decisive (“per fare sesso bisogna aspettare un momento di massima tensione sociale”). Così come c’è Ivan Baio che non mancherà di sottolineare l’importanza di quel momento sulle scale in cui Terence rincorre e abbraccia Candy da dietro (e sulla smisurata responsabilità che hanno questi due cartoni animati sull’attitudine al dolore che l’attuale generazione femminile trentenne dimostra se ne potrebbe disquisire senza posa). E a seguire il remake di“9 settimane e ½” (Flavia Piccinni), di “Romeo + Giulietta” (Giada Mioso), di “Alien 4” (Massimiliano Nuzzolo)...
Il risultato, com’era prevedibile, è multiforme: film (la maggior parte), canzoni (il resto), qualche libro, cartoni animati, un fumetto, una scultura, una tragedia greca. Stimoli variegati, risultati altrettanto altalenanti. Forse compito del curatore sarebbe stato quello di “scremare” un po’ di più (e dire che la mail era stata spedita a 86 indirizzi, fiuuuu), perché forse 39 autori sono troppi (certo, se pensiamo che ognuno di questi almeno ha: una decina di amici, un paio di fidanzate, due genitori e qualche fratello… ecco lì che 800 copie le hai vendute), e anche magari di “bucare” l’uscita per san Valentino in favore di una maggiore supervisione editoriale. Ma Ivano Bariani, per quel poco che ci è dato conoscere (vedi Il Precursore), i calcoli non se li è fatti (vero Bariani?), siamo noi ad essere maligni e spoetizzanti. Posa ‘sto libro e baciami, in fondo, non ha la pretesa di essere altro da quello che è: non una raccolta di racconti, non un’antologia delle scritture emergenti, ma (come dice lo stesso Bariani nella prefazione) “una cosa tipo quelle audio-cassette che vendono gli autogrill, con titoli come “Canzoni d’amore. 30 grandi successi della Radio”. Quale radio? Appunto, vai a sapere.

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