Predatori e prede

Tempe è sveglissima in piena notte e sta tentando di scrollarsi di dosso un sogno con un temporale, dei serpenti e Larabee - il suo amato capo, morto da poco tempo - chiuso in una sacca mortuaria. È un periodo di forte stress - troppi cambiamenti e troppe preoccupazioni negli ultimi tempi - e Tempe si sente vicina ad un crollo. Cerca di rilassarsi con la tecnica della respirazione profonda, ma niente da fare. Allora si alza, i nervi a fior di pelle, e va alla finestra. Tutt’intorno a casa sua, il parco del comprensorio appare buio e silenzioso, ma all’improvviso un movimento fugace accanto al pino sul prato dei vicini cattura la sua attenzione. Distingue una sagoma robusta, probabilmente maschile. Quando cerca di mettere a fuoco l’immagine, però, la sagoma è già sparita. Incuriosita, infila un vecchio paio di pantaloncini e le scarpe da ginnastica, disattiva l’allarme in cucina ed esce dalla porta sul retro. Nella macchia d’ombra sotto un gazebo poco distante c’è un uomo, a capo chino, altezza e corporatura media, i lineamenti nascosti. Tempe sa per certo che si tratta di qualcuno che lei non conosce ed è colpita dal fatto che, malgrado il caldo soffocante, l’uomo indossi un trench. Pochi istanti e l’uomo sparisce dalla sua vista, poi compare in un altro punto del giardino per scomparire nuovamente poco dopo. Tempe è confusa. Cosa sta cercando quell’uomo? Si tratta di un’allucinazione o quella figura è davvero in agguato da qualche parte vicino a lei? Che fare? Ad una settimana circa da questo inquietante episodio, Tempe è in auto e sta rientrando a casa dopo aver assistito, insieme alla madre, ad un concerto. Non vede l’ora di essere a casa sua; tutti quei discorsi vuoti cui deve assistere durante l’inevitabile ritrovo dopoteatro cui la madre la trascina la fiaccano e le fanno venir voglia di riprendere a bere. Tanto. Lo schermo dell’iPhone si accende, una notifica la avvisa dell’arrivo di un messaggio. Pochi minuti dopo, ferma nel vialetto di casa, tocca lo schermo ed apre l’sms, che non riporta né nome né numero del mittente. Quattro immagini di un uomo disteso in una sacca mortuaria, il viso uno spettacolo di carne ed ossa straziate. Agghiacciante…

Torna, dopo una pausa più lunga del solito, Kathy Reichs - antropologa forense che svolge il suo operato tra il Québec e l’Università di Charlotte, nel North Carolina, nonché autrice di thriller tra le più affermate a livello mondiale - con la ventunesima indagine del fortunato personaggio nato dalla sua penna, Temperance Brennan, per tutti Tempe. Questa volta la dottoressa Brennan non è nella sua miglior forma: è preoccupata per la figlia in missione in Afghanistan, ha accettato di convivere con Ryan ma la cosa le crea non poche perplessità e anche dal punto di vista lavorativo la situazione è molto difficile. Il suo capo, Tim Larabee, è morto ed il suo ruolo è stato occupato da un’arrivista senza scrupoli con la quale Tempe ha pessimi rapporti. Inoltre, si sta riprendendo da un intervento chirurgico per un aneurisma cerebrale - lo stesso che ha subito negli ultimi tempi l’autrice, e questo spiega il suo silenzio a livello di pubblicazioni - che le ha lasciato strascichi pesanti: forti emicranie insieme a sogni ossessivi e visionari. Ma Temperance, pur indebolita e più vulnerabile, è una che non molla ed ama il proprio lavoro e le sfide; quando viene ritrovato, in aperta campagna, quel che resta del cadavere di un uomo, straziato e martoriato dagli animali selvatici, la dottoressa Brennan si sentirà coinvolta in prima persona e, pur costretta a muoversi in solitaria e quasi ai margini della legalità a causa dei dissapori con il suo nuovo capo, farà di tutto per dare un nome all’uomo senza volto, quello stesso uomo le cui immagini le sono state recapitate sul cellulare da un mittente anonimo. Potrà contare solo sull’aiuto di pochissime persone e questa volta il puzzle che dovrà tentare di ricomporre - tra depistaggi, indizi incompleti, orrori ed incubi - sarà più complicato e contorto del solito ed il vaso di Pandora che riuscirà a scoperchiare sarà quanto mai zeppo di marciume. Un ennesimo thriller ben costruito e perfettamente confezionato, una lettura in cui le competenze di patologia forense ben si amalgamano con l’eccellente intuito della protagonista. Temperance Brennan è una donna caparbia e brillante, ironica quanto basta ed animata da un profondo senso di giustizia. Una lettura dal ritmo serrato e piena di colpi di scena, in perfetto stile Kathy Reichs, che non può che soddisfare appieno i fan della dottoressa Brennan.

 


 

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