Pretty little liars: The Perfectionists

Pretty little liars: The Perfectionists

Caitlin Martell-Lewis, Mackenzie Wright, Ava Jalali, Julie Redding, Parker Duvall sono studentesse della Beacon Heights High, scuola di prestigio di Beacon Heights, una ricca cittadina di periferia dove non basta essere bravi, ma bisogna essere i migliori, anche mantenendo segreti e nascondendo verità. E proprio le cinque ragazze non sono perfette e devono guardarsi le spalle continuamente perché non ci si può fidare mai di nessuno. Si ritrovano tutte alla festa di Nolan Hotchkiss, nella sua megavilla in stile italiano sul lago di Washington. Il ragazzo e la sua famiglia tengono in pugno la città: decidono e influenzano, riempiono con le loro foto, le gesta e gli eventi ogni cronaca cittadina. Forse anche per questo sono tenuti così in considerazione, perché possono tutto. Un potere che sfugge un po’ di mano a Nolan che è sì il più amato della città ma è contemporaneamente anche il più detestato di tutti. Anzi, forse sono più numerosi quelli che lo odiano, probabilmente perché negli anni ha commesso tutta una serie di soprusi nei confronti dei più deboli che non lo rendono certo amabile. Caitlin, Mackenzie, Ava, Julie e Parker non ne possono proprio più di lui e mettono in piedi un piano per fargliela pagare: qualche scritta in faccia, magari mezzo nudo e messo fuori gioco dalla sua droga preferita e sarà semplice ricattarlo con alcune foto scattate ad hoc. Ma non hanno fatto i conti con chi odia Nolan e, dopo il loro intervento, lo uccide con il cianuro, facendo cadere i sospetti proprio su loro cinque...

Un’altra serie di Sara Shepard, o forse qualche altra “giovane, carina e bugiarda” da aggiungere ai precedenti sedici romanzi (più due speciali) che hanno avuto così tanto successo in America anche attraverso una serie televisiva. Arriva anche in Italia, quindi, The Perfectionists, con il suo campionario di giovani sfatti da alcool e droghe; ricchi da potersi permettere il mondo e pure di più; scuole esclusive dove il marciume è molto più radicato del buon nome; una società ricca e corrotta dove chiunque può permettersi di tutto, con la copertura di soldi e prestigio... Dove stanno le novità? In realtà niente di lontano dal tanto già visto e pure scontato. E in questo mare di bugie, soprusi, cattiverie, quando si pensa di essere vicini alla “chiusura del caso”, si resta a bocca aperta e asciutta. Ma esistono davvero adolescenti così? Inevitabile chiederselo perché niente va come potrebbe prevedere un lieto fine, o meglio una giusta fine. La perfidia ha il sopravvento ovunque, in ogni situazione. E così Pretty little liars o Giovani, carine e bugiarde come la serie è intitolata in Italia, prosegue e allunga con un nuovo gruppo di storie e di personaggi, nuove vicende calibrate su un mondo di certo diseducativo. Si può pensare di far credere a un adolescente che tutto si possa risolvere con l’inganno, con i soprusi, con i ricatti, che i colpevoli non saranno mai puniti, che il mobbing è un ottimo strumento per vincere, eliminando gli “avversari”? C’è da attendere il seguito, per capire non solo come va a finire l’ennesima vicenda, ma anche per trovare il motivo del successo dell’intera serie.



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