Prigione con piscina

Prigione con piscina
Da quando ha avuto l’incidente con la moto Filippo Ermini s’è ritirato, non ancora quarantenne, nello splendido isolamento di Villa Magnolia, un residence sull’Appia antica dove ha ereditato dal padre generale un bellissimo appartamento. Filippo è sulla sedia a rotelle, nonostante potrebbe usare anche le stampelle, ma lui è stanco di lottare, deluso dalla vita e dalle donne, vive una noiosa quotidianità accudito dal fedelissimo assistente peruviano Isidro, detto l’Indispensabile, e accarezza progetti suicidi. Villa Magnolia è una specie di microcosmo con una sua vita autonoma, lì tutti si conoscono e, protetti dal privilegio dei bellissimi giardini, della piscina e del muro di cinta, vivono nell’illusione di lasciare fuori il caos e i problemi quotidiani. Almeno finché uno degli appartamenti non viene occupato dal misterioso ingegnere Rodolfo Raschiani. Chi è quest’uomo affascinante e inquietante allo stesso tempo? Come si è procurato quelle terribili cicatrici sulla schiena che ostenta in piscina con noncuranza? E, soprattutto, perché su google non appare alcuna informazione su di lui? L’ingegner Raschiani, nella sua ambigua pericolosità, farà saltare in poche settimane l’ordine apparente di Villa Magnolia e farà ritrovare a Filippo una nuova ragione per continuare a vivere…
Come un pomeriggio estivo in cui tutto è rallentato e un poco sonnolento, questa storia parte con il ritmo scandito dalla quotidianità noiosa di un personaggio che non prova più interesse per nulla, ripiegato com’è nel suo dolore. Ma solo pochi capitoli dopo, dalle pagine si alza un vento imprevisto e misterioso che sconvolge le aspettative del lettore e fa sì che la vicenda narrata diventi maledettamente intrigante. La scrittura di Luigi Carletti, tuttavia, non ricorre mai a nessun trucco di genere per compiacere il lettore. Benché ci sia molto mistero e perfino dei morti ammazzati, in primo piano rimane sempre la figura del protagonista, l’io narrante Filippo, col suo dramma esistenziale che, lentamente, viene scalfito dalla strana amicizia che si crea col pericoloso criminale Rodolfo Raschiani, il cui vero nome è, in realtà, Rodolfo de Ryscky. Come accade nelle storie meglio riuscite (quelle che alla fine non ti lasciano indifferente) anche qui le leggi della morale vengono mandate all’aria e capire chi è davvero cattivo e chi no, diventa difficile. Ciò che emerge in moto netto da Prigione con piscina è la trama raffinata e sottile che tiene in modo perfetto fino all’ultima pagina, la perizia con cui, ogni piccolo dettaglio disseminato nei capitoli precedenti, finisce per assumere nuovi significati e rappresentare un nuovo elemento nel dipanarsi della vicenda. La riuscitissima figura di de Ryscky rappresenta una sorta di “demiurgo del male”, un angelo nero che usa metodi decisamente poco ortodossi per risolvere le cose che non vanno e, tuttavia, non è privo di un suo rigore e di un suo senso della lealtà. Caldamente consigliato come libro da mettere in valigia, soprattutto a chi ha amato (e un poco rimpiange) certe raffinate e intriganti atmosfere à la Alfred Hitchcock.

 

 

 

 
 
 
 
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