Prigioniero di nessuno

Outlander - Prigioniero di nessuno

Freehold, il giorno dopo la battaglia di Monmouth, 1778. Claire è viva, gravemente ferita, ma viva. Oltre a costituire una buona testimonianza di fortuna, la verità della ferita è anche un’altra: Denny deve usare presto i suoi bisturi. Guidato da George Washington l’esercito continentale ha sconfitto le truppe inglesi e, se il generale Henry Clinton ancora non demorde, ora i Ribelli intendono combattere per la vittoria totale e completa. Non più, però, James Fraser. Con assoluta fedeltà è a fianco della sua Sassenach, si è dimesso dall’incarico di generale e rifiuta con fermezza l’offerta della residenza dei Grey: “L’ultima volta che fui costretto ad accettare l’aiuto di vostro fratello, my lord, disse Jamie, puntiglioso, lo sguardo fisso su John, ero vostro prigioniero e non ero in grado di badare alla mia famiglia. Oggi non sono prigioniero di nessuno, né lo sarò mai più. Provvederò io a mia moglie”... Redondo Beach, California, dicembre 1980. Brianna Randall Fraser MacKenzie è negli USA con i suoi bambini, eppure anche lì non è al sicuro. Perché non può esistere un qualsiasi altro posto nel XX secolo lontano dal pericolo e dall’azione di chi ha interesse per i cerchi di pietre. Solo il passato, là dove è Roger e là dove si trovano sua madre e suo padre, può essere un tempo di riparo. Chi vuol mettere le mani sulla famiglia Fraser, tra l’altro, deve scontrarsi con gli stessi Abernathy: pronti a tutto per aiutare Bree...

Si tratta di un libro che può certamente rendere più cara la saga di Outlander. Ogni capitolo della parte seconda dell’ottavo romanzo originale (quindicesimo in Italia) occupa con vivacità sentimento, speranze e immaginazione: gli sviluppi di Legami di sangue non osano mai annoiare se le avventure dei Fraser e dei MacKenzie sono intrecciate con arte – si può ben dire – con i segreti delle epoche a venire (XX secolo) e con inaspettate circostanze passate (terza decade del XVIII secolo) particolarmente ideate per dare valore a tutte le figure della storia e significato ai casi più misteriosi e maggiormente inerenti ai tanti viaggi temporali. Occorre allora dare estro a tutti gli Outlanders e Diana Gabaldon lo fa a meraviglia, come tutto il resto. È impossibile non scorgere un fondo peculiare di sentimento perché si rinuncia alle azioni più guerresche. Le note sentimentali e una trama intima e dolce tornano in favore di sogni d’amore – Denzell e Dorothea, Ian e Rachel e Jamie e Claire – spogli di ostacoli e con una sorpresa di gran lunga romantica. Siamo disposti dunque a immaginare per il futuro di Outlander – saranno gli effetti stessi della legge della compensazione – più concitati stati d'animo. Diana Gabaldon sta scrivendo il nono libro – “mi ci vogliono circa quattro anni per scrivere uno dei miei libroni”, dichiara, “tra ricerche, viaggi e il fatto che siano... ehm... davvero imponenti” – ma tanti estratti inediti sono già consultabili su www.dianagabaldon.com, il sito ufficiale, insieme a idee e risposte sulle sorti della serie. Come direbbe il caro Ian Murray: “Non si riesce a mantenere a lungo un segreto, nelle Highlands. Dovreste saperlo!”.



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER