Prima classe

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Parigi, giorno, 1975. Arthur, quarantacinque anni, risale rue des Saints-Pères in direzione di boulevard Saint-Germain con la mente persa nei suoi pensieri, ma di tanto in tanto si volta indietro con la speranza che ritorni da lui Getulio. Così come si è palesato di fatto d’improvviso per poi svanire nel nulla in fretta e furia dopo un attimo, con tre falcate e il buffo sventolio di un cappellaccio di tweed sul suo cranio a forma di pan di zucchero, non dicendogli praticamente nulla su Augusta, ma lasciandogli solo un numero di telefono di Lugano da cercare di imprimersi nella memoria. Che personaggio singolare, quel brasiliano! E Augusta, poi… Questo viaggio in Svizzera per Arthur sembra capitare proprio al momento opportuno. Peccato che il traffico non gli abbia fatto capire bene tutto quello che Getulio gli ha detto: inoltre non è sicuro, proprio perché l’informazione viene da lui, di volersi servire di quel numero, anche se lo ha atteso così lungamente. Troppo tardi, si dice, la vita è passata, in fondo, ed è difficile ricominciare ciò che è finito male. A questo e a molto altro pensa Arthur mentre continua a camminare e, dato che davanti a una rosticceria-pasticceria c’è una folla di studenti affamati che ingombra lo spazio, scende dal marciapiede senza guardare. Un’auto lo sfiora, e lui si becca una raffica d’insulti. I ragazzi ridono. Lui pensa che sarebbe ironico morire in quel modo dopo vent’anni, allora sarebbe stato meglio se fosse accaduto subito, senza doversi trascinare il peso d’una sconfitta così grande. Entra nel ristorante dove lo attendono, e prosegue il suo percorso nei ricordi. Nel 1955, infatti…

Arthur Morgan, grazie agli enormi sacrifici e all’impegno incessante e inesausto di sua madre, che si è letteralmente tolta il pane di bocca, anche perché il padre è caduto nella recente guerra, sembra, nonostante venga da una famiglia certo dignitosa ma che non naviga affatto nell’oro, essere comunque avviato verso un futuro da sogno, più che radioso: a metà degli anni Cinquanta è infatti un giovane che ha appena ricevuto la bellissima notizia di essersi aggiudicato una borsa di studio per un prestigioso ateneo di Boston, nell’America in cui i fermenti della beat generation e per i diritti civili stanno cominciando a sobbollire, le tavole dei palcoscenici di Broadway sono calcate da vere stelle e il maccartismo e l’anticomunismo imperanti soffocano però d’altro canto molti aneliti di libertà. Non solo, ma quando raggiunge l’imbarco della nave scopre che il biglietto è di prima classe: sua madre deve essersi veramente fatta in quattro, non può deluderla. E quel bel mondo che lei sogna per lui spalancherà le sue porte ad Arthur: che però non sarà altrettanto fortunato dal punto di vista privato. Augusta, bella, elegante, fragile e sfortunata brasiliana, con un fratello impenitente giocatore d’azzardo, sarà un suo tormentato amore, e l’amicizia con Elizabeth avrà risvolti inattesi… La commedia umana orchestrata con una prosa di sopraffina eleganza da Déon, prestigiosissimo membro del movimento letterario degli ussari, gli oppositori dell’esistenzialismo e di Sartre, e soprattutto facente parte dell’Académie Française, scomparso novantasettenne tre anni fa, è un delicatissimo, profondo, emozionante e caleidoscopico affresco della fragilità delle relazioni e del male di vivere che nel secolo breve trovava corrispondenza nella perdita delle certezze e nella crisi delle ideologie.



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