Primo amore e altri affanni

Primo amore e altri affanni
Elgine e Caroline si conoscono all'università, per un caso fortuito creato ad hoc: lei ha i capelli scuri e non sa in cosa consista la vera eleganza, lui è alto, ossuto, gran lavoratore. La loro educazione sentimentale cresce nella biblioteca dell'università, si ammorbidisce nella scoperta del piacere,  matura nella finale consapevolezza prima delle vacanze estive: “tutto quello che volevano era di farla finita”. Ci sono poi due amici, studenti ad Harvard: quello che tutti ammirano si chiama Duncan, uno che ha sempre un tono di disperazione nella voce e rimane senza parole quando si trova davanti la bellezza (colore, gesto o donna che sia). Il viaggio in Europa dovrebbe renderli più uniti e altezzosi, ma li fa precipitare, piuttosto, nelle rispettive, inquiete giovinezze: dalle quali, forse, riusciranno ad uscire, perfino perdonati. Infine c'è Laurie, Laurie davanti allo specchio con il rossetto a scegliere la bocca migliore, e davanti all'armadio per il vestito più adatto. Stasera conoscerà la madre di Henry White: non ha alcuna intenzione di fidanzarsi, ma lui, ricco abbastanza, potrebbe farle cambiare idea. E per una volta, lei potrebbe anche decidere di comportarsi da signora. Potrebbe. Ma sarà di sicuro molto più divertente se, oltre all'abito nero, indosserà la maschera della meschina, indegna e perversa ragazza…
Prendere un “primo amore”, o uno qualunque degli “altri affanni”, e rivoltarlo come un calzino. Prendere i racconti di Harold Brodkey, qui raccolti e pubblicati dalla Fandango, ed iniziare dalla fine, dove si nasconde la segreta ed elegante saggezza del narratore: possibilmente, avere un cuore spaurito e i piedi freddi per la coperta sempre troppo corta della speranza, affinché il viatico letterario faccia effetto. Perché Primo amore e altri affanni, dello scrittore considerato il “Marcel Proust degli Stati Uniti d'America”, parla del semplice, complesso, dolce-amaro argomento che sempre assilla le nostre giornate: i sentimenti, e le montagne russe sulle quali sono soliti viaggiare. Facendolo, Brodkey racconta di amore e amicizia come se nessuno mai, prima, avesse deciso di scandagliare il quotidiano, di raccontare i futili eventi di giornate anonime osservando l'angusta, noiosa cronaca quotidiana con piglio attento e lucido, rivestendola di panni nuovi e facendone qualcosa di (strano, ma vero) epico. Con leggeri tratti di penna, una scrittura “in levare” che ci accompagna dentro cucine linde e nei campus addormentati della provincia americana, Brodkey dimostra di conoscerci molto bene, mettendo in scena tutti gli imprevedibili scarti del cuore, tutte le lacrime senza motivo apparente. I fragili personaggi di Primo amore e altri affanni non rompono piatti e non urlano al cielo la propria rabbia: piuttosto, come noi, fanno passi incerti e malsicuri, dicono sempre qualcosa di poco appropriato, e capiscono che nessuno, tranne il tempo, potrà aiutarli a sbrogliare la matassa di pensieri, dubbi e illusioni.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER