Privilegio pericoloso

Privilegio pericoloso
Samantha Stevens è una spigliata studentessa di architettura a Cambridge che condivide la permanenza universitaria nel prestigioso college con Tess ed Eva. Oltre ad essere orgogliosa e ritenersi quindi fortunata di studiare in un luogo così esclusivo, Samantha trascorre le sue giornate confrontandosi con studenti che non frequentano i suoi stessi studi, con cui stabilire anche rapporti affettivi e condividere esperienze. Lo scrupoloso professor Lindbergh, uno dei suoi docenti del corso di laurea, un giorno, al termine della lezione, comunica ai suoi studenti di voler scegliere dieci di loro per un prestigioso progetto di ricerca per l’ecosostenibilità negli Emirati Arabi Uniti. L’avveniristico progetto prende il nome di “Green House” e s’incentra sull’innovazione nel campo dell’arredamento. Il concorso prevede che poi il vincitore possa godere di uno stage di tre settimane retribuito con tremila sterline presso una facoltosa azienda cui fa capo sua altezza Jaide Rashid Al Khaled, un principe dalla bellezza divina…

Ambienti da favola, assemblee di giovani dalle future brillanti carriere, ruoli e uomini inarrivabili (per posizione economica e avvenenza fisica) sono gli immodificabili ingredienti di questa vicenda nella quale è riproposta l’utopia (soprattutto femminile) delle coppie di predestinati che sono chiamati a redimersi vicendevolmente non si sa da cosa e perché (se non per la curiosità programmata del pubblico pagante). Un ottimo lavoro per una futuribile fiction ultra-fanta-ottimistica, dove ai protagonisti manca solo l’immortalità fisica e la cui fortuna esistenziale farebbe impallidire gli stessi eroi di Beautiful, dove il sorriso è granitico in quanto frutto di una paresi irreversibile del volto. Un’opera scaccia-crisi in stile anni ’80 che non evita l’imbarazzo al lettore sufficientemente alfabetizzato, anche solo per la presenza di alcuni refusi che non consentono, fra l’altro, di individuare con precisione lo stesso College (“Emma” p. 7 o “Emmaus” p.29?), dove si svolgono le mirabolanti vicende di questi semidei da rotocalco.

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