Propaganda

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Che cos’è la democrazia e su quali basi si fonda? In una società democratica è fondamentale manovrare in maniera metodica e intelligente le abitudini della popolazione e pianificare le opinioni delle masse. Nulla è lasciato al caos e chi studia e organizza tali manovre è il detentore invisibile del potere. Sono questi leader a “formulare le idee di cui abbiamo bisogno”. Tutto ciò è necessario per il bene della società. Questo condizionamento evita che la popolazione perda tempo a studiare da sola i dati. Riguarda sia gli aspetti politici che economici. Le campagne pubblicitarie e la propaganda fanno parte di questo meccanismo, spesso criticato. Lo sviluppo dei mezzi di comunicazione ha permesso la diffusione rapida e efficace delle idee. Le divisioni si sviluppano all’interno della società, ma i gruppi con idee comuni possono essere accorpati e irreggimentati. È inevitabile che una minoranza guidi la massa, ma il concetto di propaganda non ha accezione negativa o positiva, è uno strumento utile alla democrazia. Diviene negativa solo se utilizzata per la diffusione di false informazioni, dannose all’uomo. L’approvazione del pubblico è alla base di ogni impresa: dalla politica al cinema. Ma tale approvazione va veicolata. Gli investimenti del pubblico indirizzati. La propaganda muta in base agli obiettivi e alla durata degli stessi. Dalla guerra all’acquisto di un dentifricio, attraverso lo studio dei cliché mentali e dei meccanismi emozionali…

“Trotter e Le Bon hanno dimostrato che la mente collettiva non pensa – almeno non nel senso stretto del termine. Al posto dei pensieri ha impulsi, abitudini ed emozioni”. Il libro Propaganda è stato pubblicato nel 1928 e si basa sulla situazione degli Stati Uniti in termini di controllo e guida dell’opinione pubblica, ma i concetti e i meccanismi che descrive sono ancora attuali, pur tenendo conto dell’enorme cambiamento che i mezzi di comunicazione hanno subito nel corso degli anni fino a oggi. Edward Bernays, consulente ed esperto di pubbliche relazioni, illustra il concetto di “manipolazione dell’opinione pubblica”. Non una mera imposizione di gusti e idee, ma la capacità di cogliere le esigenze della massa e codificarle, ampliarle per raggiungere un obiettivo. Descrive come le figure preposte allo studio della propaganda siano diventate sempre più specializzate fino a creare un vero e proprio mestiere utile ai politici e ai dirigenti d’azienda. Oggi si è perfezionato e sono diffuse in tutto il mondo figure motivazionali, figure che analizzano il marketing e le opinioni, figure che attraverso i social raggiungono gli utenti, creano e vendono corsi online per imprenditori. La comunicazione riveste un’importanza enorme ed è nata la figura del Social Media Manager. Chissà che direbbe Bernays della comunicazione attuale, il materiale da studiare è immenso. Internet ha modificato la diffusione delle idee, i costi connessi alla pubblicità, il condizionamento della massa. Ha creato un’arma potente e dannosa come le “fake news”, tradendo il punto focale della propaganda, che prevede la manipolazione consapevole dell’opinione pubblica e delle sue abitudini, non al fine di strumentalizzarla e danneggiarla, ma per creare ordine e produrre benefici a favore della popolazione.



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