Protocollo Stonehenge

Protocollo Stonehenge
Il dottor Ludovico Fornari Assante, detto dottor Miracolo, non ha più dubbi. Precipitarsi da Londra in Italia con il primo volo disponibile in piena settimana natalizia in base a un messaggio vocale e tre sms sul telefonino è una decisione solo apparentemente affrettata: c'è una pazzesca emergenza cui tocca porre rimedio. Medico alternativo, quasi santone, da qualche ora ha terribili presagi e in testa gli risuona l'eco di quella terribile frase in albanese, ”Faji i tyre”, ovvero “Colpa loro”. Ha rilevato insospettabili anomalie elettromagnetiche ed oscuri legami fra alcune morti, le rocce di Stonehenge e la sua cura al morbo di Melissa, sindrome che provoca la morte nel sonno con tanto di fratture multiple. Più che altro premono coloro i quali lo hanno cercato dopo la pubblicazione dei suoi studi.  Il dottor Angelo Fiocchi  ed il laureando in medicina Riccardo Parisi hanno incrociato date, studi e radiografie, giungendo alla allucinante e drammatica conclusione che ogni 29 dicembre c'è una vittima preda di una morte violenta e dalle origini misteriose. Il ragazzo peraltro è in balia dell'ansia. Perché le morti sono vaticinate da incubi ricorrenti e la sua ragazza Francesca ne è preda da tempo. Fornari lo sa. Bisogna intervenire. Il nemico è sconosciuto, i rimedi per ora quantomeno improbabili ma no, bisogna vincere. Se non fosse per salvare almeno quella bella ragazza e l'amore con quel giovane universitario che vive e avvampa...
Suadente, metallico, sincopato e spettrale. A metà tra medical science-fiction e horror, con qualche sbilanciamento verso il secondo genere, il romanzo frutto della collaborazione fra Rosati e Arona (disponibile in formato ebook a un prezzo davvero irrisorio) ha diverse qualità meritevoli e dona nuova luce alla “saga di Melissa” dalla quale Arona è ossessionato da anni, per rimanere in tema. L’ambientazione, il ritmo, lo stile, la composita struttura a più livelli ben incastonata nella trama e soprattutto la non eccessiva “americanizzazione” dell'intero corpus, che in testi del genere spesso prende il sopravvento a scapito di una genuina originalità geografica, ad una propria genetica appartenenza a tradizioni e temi del territorio. Questo scaturisce  non solo per l’ambientazione nel padovano e nel reticolo autostradale che solca tutto il nord Italia, ma anche nell'uso metodico e ripetuto di dialoghi molto made in Italy, per la capacità di rendere fisicità, mentalità e sentimenti con un colorito che è nostrano e non importato con meticolosa ed insulsa vanagloria.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER