Pugnale di garofani

È primavera e nella cascina del Monaco, nelle campagne andaluse, tutto è pronto per il matrimonio di Pura. Vent’anni, figlia unica di un ricco proprietario, Pura è bellissima, invidiata dalle ragazze e desiderata dai ragazzi, che però la lasciano indifferente. Anche quando suo padre le annuncia che l’ha chiesta in sposa Antonio l’Ubriaco, un contrabbandiere arricchito molto più vecchio di lei, accetta senza entusiasmo né disgusto: “Sposarsi era indispensabile; ma sposarsi era andare incontro all’amore o al disgusto?”. Il giorno delle pubblicazioni amici e parenti in casa di Pura festeggiano la coppia con una cena, durante la quale Antonio le compra due grandi rose di carta velina, benché Pura non le desideri, e dichiari che le piacciono i fiori naturali. Quando, pochi giorni dopo il migliore amico di Antonio, José, le regala uno splendido mazzo di garofani rossi dicendole che sono da parte dello sposo, attraverso il profumo dei fiori finalmente la ragazza si appassiona. Una notte sente un rumore, e si accorge che nel vaso ci sono dei garofani freschi. Riconoscendo José dalla finestra capisce che è lui, non Antonio, l’uomo che ama, e così, la notte prima del matrimonio, i due fuggono insieme...
Questo romanzo breve di Carmen de Burgos (1867-1932), scritto un anno prima della sua morte, s’ispira a un fatto di cronaca che fece piuttosto scalpore, il cosiddetto “crimen de Nijar”, e ben si adatta per il proprio carattere passionale ai colori e alle atmosfere dell’Andalusia, così perfettamente rappresentate dalla scrittrice. Carmen de Burgos, chiamata “Colombine”, è un importante personaggio letterario e intellettuale spagnolo del primo Novecento: insegnante, giornalista, scrittrice generosa e attivista politica, combatté diverse battaglie per i diritti delle donne negli anni più importanti dell’emancipazione femminile non solo spagnola. Essendo nata ad Almeria, Colombine conosceva bene le usanze andaluse, che riesce a trasmettere non solo descrivendo la vivida poesia di quei luoghi, ma anche creando personaggi memorabili come la mamma di Pura, un donnone di centodieci chili: “Era soddisfatta della sua stazza, che le impediva quasi di muoversi e la faceva camminare dondolando come un’anatra: a lei sembrava una cosa signorile”. Purtroppo, di Carmen de Burgos per ora in Italia è uscito solo questo titolo, peraltro corredato da una corposa biografia dell’autrice a cura di Barbara Minesso, che ha anche tradotto il testo.

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