Punch al rum

Punch al rum
Palm Beach, Florida del sud. È in corso una manifestazione di suprematisti bianchi. Un nero dalla pelle chiara, Ordell Robbie, e un bianco dalla pelle scura, Louis Gara, si danno appuntamento dopo tanti anni. Louis è appena uscito di galera, Ordell - un pesce grosso del traffico di armi - sta architettando un colpo. Jackie Burke, tre mariti e una sigaretta sempre incollata alle labbra, nasconde il denaro sporco del nero in questione nella sua valigia da hostess. Melanie, biondona e sboccacciata amante di Ordell, se ne sta tutto il giorno a prendere il sole mettendo in bella mostra le sue tette giganti. Max Cherry, ex sbirro e ora agente per le cauzioni, vorrebbe mollare tutto ma non può, perché la sua quasi ex mogliettina lo dissangua. I giovani agenti Ray Nicolet e Faron Tyler non vedono l'ora di recitare la parte dei buoni e lavoreranno insieme i per mettere i bastoni tra le ruote ai cattivi veri...
Quentin Tarantino non si è certo lasciato scappare una sceneggiatura tanto ghiotta e nel 1997 ha fatto uscire il film Jackie Brown, tratto dal romanzo - titolo originale Rum Punch - che il prolifico Elmore, maestro del noir e del western, aveva pubblicato nel 1992. In onore di Elmore Leonard, recentemente scomparso, Einaudi ha ripescato il volume, l'ha tradotto e ne ha fatto una nuova edizione. Il romanzo è un concentrato di colpi di scena. In un rimbalzo continuo di punti di vista, l'autore gioca con i personaggi, li piazza sulla strada e li fa muovere, pensare, agire. I dialoghi sono taglienti, affilati, da duri. Da gente che sulla strada ci è nata e sulla strada morirà, e con ogni probabilità morirà ammazzata. Perché tutti hanno almeno una pistola nei pantaloni e una mazzetta di verdoni da nascondere.

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