Pura

Pura

Ottobre 1785. Il giovane architetto Jean-Baptiste Baratte è reduce da tre dure giornate di viaggio a cavallo e in postale che lo hanno portato dalla sua Bellême, in Normandia, fino a Parigi, al palazzo di Versailles dove sta facendo anticamera con la schiena e le gambe ancora doloranti. Quella potrebbe essere la giornata più importante della sua vita, oppure no. Jean-Baptiste non lo sa, perché non sa a quale scopo è stato convocato a Parigi. Lo scopre dopo qualche ora di attesa, quando il Ministro che lo riceve gli spiega che – grazie alla calda raccomandazione di un conte, cliente affezionato di suo padre mastro guantaio – lui che ha progettato solo un piccolo ponte di una strada di campagna sta per ricevere un incarico da far tremare i polsi anche all’architetto e ingegnere più esperto. Il Cimitero degli Innocents è diventato un terribile problema di sanità pubblica, emana un fetore immondo e sparge liquami tutto intorno. Si dice anche che di notte vi si aggiri una creatura mezzo uomo mezzo lupo, per non parlare del fatto che sempre più spesso vengono denunciati episodi di corruzione morale tra i giovani del posto. Quindi, il cimitero va spostato dalla piazza in cui è situato da secoli. E con il cimitero vanno spostate migliaia e migliaia di salme sepolte nelle fosse comuni. Ah, e naturalmente va spostata anche la chiesa che è accanto al cimitero. Baratte riceverà denaro e assistenza per portare a termine il suo compito ma dovrà tenere segreto l’incarico ricevuto dal re per evitare problemi…

Quattro anni prima della presa della Bastiglia, un elefantiaco regno in agonia affida a un giovane, inesperto provinciale naïf e vergine che identifica la modernità con i vestiti verdi la distruzione e la traslazione del Cimetière des Innocents, una piaga purulenta che sta avvelenando Parigi. Situato dove oggi sorge Place Joachim-du-Bellay sin dal Medioevo, era stato già ufficialmente chiuso nel 1780, ma una primavera insolitamente piovosa aveva fatto precipitare la situazione. Le mura perimetrali delle fosse iniziarono a collassare, spargendo cadaveri decomposti nelle cantine dei palazzi adiacenti il piazzale. Per bonificare l’area e trasferire altrove i poveri resti di migliaia di persone occorsero quasi due anni di spaventoso lavoro, in condizioni igieniche drammatiche. Andrew Miller - da sempre affascinato dal macabro e dalla morte - racconta questa mostruosa epopea con benedetta leggerezza, senza calcare la mano (e del resto non sarebbe stato necessario), concentrandosi piuttosto sui personaggi che “girano intorno” al cimitero e sulla sghemba storia d’amore tra Jean-Baptiste e la prostituta Héloïse. La scrittura di Miller è vivida e pomposa, ricca di sapori: si annusa nell’aria (un po’ puzzolente di decomposizione, ovvio!) l’arrivo imminente di una tempesta destinata a cambiare il mondo per sempre, la Rivoluzione francese. Perfetto per chi ha amato Il profumo, Pura ha vinto il Costa Book Award nel 2011 come “Best Novel” e “Book of the Year”.



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