Putin e la ricostruzione della Grande Russia

Putin e la ricostruzione della Grande Russia

Russia=Vladimir Putin. Da quando l’ex-militare e ex-funzionario del KGB è divenuto presidente della Federazione Russa la lente di ingrandimento del mondo si è proiettata su quest’uomo dallo sguardo glaciale e dall’altrettanto gelida determinazione, dando vita a sperticate lodi ma anche ad altrettanto veementi critiche. In realtà la parabola politica di Putin, ancora ben lontana dal vedere una conclusione, è molto interessante per comprendere un modello che ha saputo saldare tanto la mitologia della Grande Russia – poco importa se imperiale o bolscevica – quanto le contemporanee necessità e istanze geopolitiche e geostrategiche, il tutto all’insegna di un recupero della dimensione ortodossa, da intendersi non soltanto in senso religioso, ma anche di fedeltà alla tradizione e al sentire russo, da sempre connotatosi e denotatosi come altro rispetto alle nazioni vicine e lontane…

Sergio Romano, ambasciatore italiano a Mosca tra il 1985 e 1989, si è già occupato, seppur marginalmente, della figura di Putin nel caustico pamphlet “In lode della guerra fredda”, ma qui decide di raccontare in un saggio altrettanto agile e di facile comprensione, la storia politica di un Presidente destinato a dividere e mai ad unire. Raccontando le molteplici difficoltà incontrate da Putin nel cercare di rimettere in sesto un paese in rovina quale era la Russia post-sovietica, preda di oligarchi e di uno stato tecnicamente nullo nella maggior parte delle sue funzioni, emerge il quadro di un individuo caparbio e poco incline al compromesso, ma dotato di grande acume politico. Romano passa in rassegna situazioni spinose che cronologicamente vanno dalla guerra al terrorismo in Cecenia, sino ad approdare ai giorni nostri con l’intervento in Siria, passando per la conflittuale gestione della questione ucraina. L’autore bilancia analisi politica con la ricostruzione storica dei fatti, facendo di questo Putin e la ricostruzione della Russia un saggio ottimale per avvicinarsi alle politiche e alle scelte di uno stato che è prepotentemente tornato sulla scena globale.



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