Q

Q

1525, l'Europa cattolica è sottosopra a causa dello scisma luterano, i territori dei principi tedeschi sono sconvolti dalla rivolta dei contadini, orde di mercenari al soldo di cattolici e protestanti - insieme pur di schiacciare la rivolta - massacrano i ribelli e saccheggiano i villaggi. Nel maggio di quell'anno, in una piccola cittadina della Turingia, si combatte la battaglia decisiva: un esercito di gente comune, poveri contadini anabattisti contro un'armata di lanzichenecchi pagati per sopprimere i sovversivi. Durante lo scontro viene ferito e fatto prigioniero Thomas Muntzer, predicatore e cuore pulsante della rivolta. Un ragazzo, suo discepolo e uomo di fiducia, ha il compito di mettere al sicuro quello che resta della loro battaglia per la libertà: una borsa piena di lettere, volantini, documenti. Il ragazzo fugge in un bosco. E' stanco, ferito, affamato, quando all'improvviso incrocia un manipolo di soldati che si riscalda attorno a un fuoco. Il ragazzo li coglie di sopresa e li uccide: è il battesimo di sangue del futuro Gert Dal Pozzo, capitano anabattista e paladino della libertà, destinato a sopravvivere dopo ogni sconfitta, a cambiare nome, città, a trent'anni di lotta contro un uomo invisibile di cui conosce solo la sigla con la quale ama firmarsi: Q, l'occhio del cardinale Giovanni Pietro Carafa...

Chi è Luther Blisset? Il nome dell'autore è in realtà uno pseudonimo che, a cavallo tra gli anni '80 e '90, iniziò ad essere usato per firmare una serie di azioni dimostrative e di protesta contro multinazionali e mass media. In Italia il fenomeno ha portato a non poche iniziative. Il romanzo Q è una di queste. Dietro allo pseuodomino si celano in realtà quattro scrittori (oggi noti come il collettivo Wu Ming), da sempre attivi nel dibattito politico e culturale italiano, che hanno fatto del copyleft e del concetto di opera aperta la loro bandiera. Q è il loro primo romanzo, e a dieci anni dalla sua uscita è già considerato un classico della letteratura italiana. Un libro dal gusto antico e moderno allo stesso tempo, capace di mescolare una narrazione dal respiro epico (molti personaggi, intreccio complicato, tantissime ambientazioni spaziali e temporali, personaggi storici realmente esistiti e personaggi inventati) a una prosa ultramoderna. Il romanzo, infatti, abbraccia un periodo di ben trent'anni, raccontati attraverso gli occhi del protagonista e del suo antagonista, l'enigmatico e misterioso Q. Quegli episodi che in un manuale di storia verrebbero raccontati in poche e coincise righe vengono narrate come un thriller: linguaggio colloquiale, ritmi veloci, dialoghi e battute serrate. Niente passato remoto, tutto è raccontato al tempo presente. Gli orrori, le paure, i contadini morti di fame, i soprusi dei vescovi sono qui e ora. Dietro alla ricostruzione storica, accuratissima, è possibile scorgere rimandi al tempo presente: un mondo governato dalle banche, lo strapotere della chiesa e dei potenti, l'eterna lotta dei poveri contro i ricchi, l'inquisizione e il controllo dell'informazione. Vi ricorda niente?



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER