Qualcosa di brutto nella vita di una signora perbene

Qualcosa di brutto nella vita di una signora perbene
Maria scopre sfogliando un vecchio album di fotografie durante una villeggiatura estiva una stretta somiglianza fisica e nelle movenze con la zia Oriane, donna particolare che vive in una vecchia casa invasa da strani rumori e da presenze ambigue che si aggirano sull’argine della spiaggia e osservano l’interno della casa... Donna Genoveva pianta nel giardino di casa, il giorno immediatamente successivo alla scomparsa del marito, una acacia simbolo delle onte e delle gelosie subite e tollerate nel corso degli anni, che sotto gli occhi atterriti e sbigottiti dell’intero paese, brucia colpita da un fulmine la notte di un venerdì tredici... Una giovane segretaria fantastica su una squallida relazione con il suo capufficio e nei suoi pensieri si avvicendano il timore di essere sedotta, la passione e il desiderio di una fuga sulla spiaggia, la voglia di infrangere un codice morale e la bramosia di offrire la sua verginità, ma sopraffatta dalle proprie insane fantasie alla fine rinuncia al viaggio di affari... Suor Elisa dedica la vita alla cura dei bambini infermi dell’Ospedale Bambin Gesù divisa fra la gratitudine e il rispetto della gente, la compartecipazione emotiva alle sofferenze del prossimo, l’amore carnale represso per il chirurgo con il quale lavora fianco a fianco in sala operatoria, il dovere di trasmettere la sua devozione e abnegazione a una novizia che dovrà seguire le sue orme... Laura sposa, salvandosi dal disonore, Ernesto de Urueta che la introduce negli ambienti più aristocratici della città, ma niente è così bello come appare...
I nove racconti della raccolta di Marvel Moreno denunciano piccoli vizi e vanità, peccati, limiti e mancanze della città colombiana di Barranquilla. Attraverso una precisione metodica e analitica, utilizzando i canali dell’immaginazione, della fantasia, dell’affabulazione, della memoria personale e della realtà storica, l’autrice trasforma il substrato e il vissuto dei suoi personaggi in voce narrante di una idea di mondo collettivo e da tutti condivisibile poiché nessuno è o sarà nella Storia eroe o antieroe ma bensì parte di una cosmo-visione, di una progettualità di cui può essere l’artefice. L’alternanza della morte e della vita, la solitudine contrapposta all’incontro, il potere, l’amore, l’incomunicabilità, la violenza e la tenerezza, l’alienazione, il sogno immateriale e la carnalità, l’eros, la sessualità, l’irraggiungibile, l’incompiuto - temi prediletti dall’autrice – acquistano un nuovo pathos poiché crescono nell’immaginario dei protagonisti (e del lettore) da una attenta analisi dell’inconscio. I mancati riferimenti al mondo caribe, paese d’origine dell’autrice, le consentono di collocarsi sopra le parti e di esprimere con lucido distacco la sua forte denuncia contro il potere e l’ortodossia, la volontà di ribellione contro il moralismo bigotto e pseudocattolico di una borghesia, di cui si respirano i pesanti effluvi in tutti i racconti, ormai in decadenza. Non manca una spiccata attenzione alla condizione della donna che in una società machista come quella iberoamericana, non può avere che un ruolo di comparsa e per la quale la prospettiva di liberazione o semplicemente di emancipazione è solo una remota possibilità a scapito della rottura dei più fini equilibri sociali e psico-emotivi, qui simboleggiati da bambine chiaroveggenti che lottano contro il male o tutto ciò che la società rinnega, donne addolorate, donne alienate, donne stregate. Per chi non ama letture a cuor leggero.

 

 

 

 
 
 
 
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