Qualunque cosa pensi, pensa il contrario

Qualunque cosa pensi, pensa il contrario
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Prendere delle decisioni sbagliate può essere una vittoria. Come fece Dick Fosbury che decise di oltrepassare l’asticella del salto in alto attraversandola all’indietro in un mondo in cui tutti si cimentavano nell’impresa mettendosi in posizione parallela rispetto all’ostacolo. La vittoria non fu soltanto che l’insolito salto gli conferì il primato di “uomo che saltò più in alto di tutti prima di allora”, ma che ancora oggi gli atleti di questa disciplina saltano come lui. Scegliere di rischiare è quasi sempre la garanzia che, anche in caso di sbaglio colossale, quello che si guadagna non ha prezzo: la sicurezza personale di essere in grado di prendere delle decisioni. Ed ecco, allora la differenza fra un semplice “io vorrei” che nella vita a lungo andare porta a sentire il rimpianto di qualcosa che non si è mai fatto, e un “io voglio” che nel peggiore dei casi porta con sé solo un rimorso, ma che comunque pesa di meno del primo. Agire con razionalità porta a dei risultati ragionevolmente buoni. Ma quando si agisce senza timore i risultati sono stupefacenti in qualunque caso. Kipling diceva di non aver paura di giocarsi a dadi tutte le proprie cose, se lo scopo era quello di diventare Uomini. Arden dice la stessa cosa, ma l’azzardo qui sta nell’assecondare le proprie inclinazioni e nel fidarsi della propria intuizione. Che vita sarebbe altrimenti? Un ultimo accenno va fatto a proposito di questa millantata visione laterale sulle cose: di che si tratta esattamente? Per spiegare questo, l’esempio ricorre a Frank Zappa. Un intervistatore gli chiese se con quei capelli così lunghi non si sentisse un po’ una donna e lui senza scomporsi rispose: “Perché, se avessi una gamba di legno mi dovrei sentire un tavolo?” Probabilmente tutte le persone che hanno visto questo libro in libreria l’hanno sfogliato. Forse la metà di queste l’ha comprato. E magari la metà di quelle che l’hanno comprato l’ha letto fino alla fine. Questo perché il piccolo tesoro in questione sembra essere rivolto a tutti, poi, dopo un breve assaggio, il senso comune spinge a pensare che si tratti di cose di poco conto, che non servono né a fare bella figura alle feste, né a farsi un’idea sul mondo. A meno che per “feste” e per “mondo” non si intenda qualcosa di diverso dall’incontrare persone con cui parlare dell’ultima prodezza del capocannnoniere o dal conoscere i retroscena dello showbiz internazionale...
A questo punto succede che coloro che hanno voluto dare ascolto alla curiosità, escano dalla libreria con il nuovo acquisto nel sacchetto e una volta a casa si accorgano che quella serie di aforismi che sembravano tanto stimolanti, in realtà non dicono proprio nulla. La maggior parte di noi fa fatica a scardinare le proprie certezze, un po’ per pigrizia e un po’ per paura di non avere subito a portata di mano altre certezze con cui tranquillizzarsi. Chi in un sol sorso ha divorato il libro girandolo caposotto e ruotandolo e avvicinandolo sotto il naso tanto da sembrare, agli occhi di coloro che lo vedevano assorto, un autentico pazzo, ha aggiunto un po’ di carica al suo innato entusiasmo. Per quelli che, sfogliando qualche pagina a casaccio, non hanno visto nulla di interessante, c’è poco da dire e forse il mondo ha bisogno anche di loro. Ma per quelli che ne hanno visto una luce, salvo poi ricredersi una volta a casa, sarà il caso di insistere e partirò dallo spiegare di che cosa esattamente si tratta. Paul Arden è un art director, quello cioè che in una coppia creativa di un’agenzia pubblicitaria ci mette del suo in quel che riguarda le immagini e un punto di vista insolito sulle cose. È stato direttore creativo di uno dei più grandi network pubblicitari, la Saatchi&Saatchi, e regista. Da molti è considerato un genio, con i pro e i contro che tutto questo implica. In questo libro egli offre alcune indicazioni su come pensare alle cose reali guardandole sotto un’altra luce che non sia quella a cui siamo abituati. Ci insegna a sforzare un po’ la nostra immaginazione perché la vita diventa più interessante se si pensa che tutto quello a cui siamo avvezzi, può non essere solamente quello che finora abbiamo creduto. Aprire la mente, allargare gli orizzonti, pensare in modo diverso, stupirsi e avere coraggio. Tutto questo è Paul Arden. Probabilmente è la stessa cosa del farsi una canna, però costa di meno e non ci sono controindicazioni.

 

 

 
 
 
 
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