Quando il diavolo ti accarezza

Quando il diavolo ti accarezza
Milano, buia e tenebrosa come non mai. Due ragazze, Sofia e Lena, si trovano a vagare per la città durante la notte, accompagnate dallo scrosciare imperterrito della pioggia. Per cause del tutto misteriose e in circostanze non spiegate, Sofia cade in un profondo stato di trance e, improvvisamente, inizia la sua corsa verso l’ignoto. L’amica Lena non può far altro che inseguirla, fino a raggiungerla dinanzi all’edificio della stazione Centrale, imponente anche nel buio che attornia la città. Qui Lena, dimenticandosi quasi della sua amica, assiste ad una scena al limite del surreale: un giovane nudo, coperto esclusivamente dal sangue che gli gronda dal corpo, sta combattendo con una creatura alata dalle dimensioni poco convenzionali. La giovane ragazza, presa dall’istinto, cerca di intervenire a favore del giovane, che, grazie al diversivo, riesce a decapitare la creatura proclamandosi vincitore del duello. Purtroppo Lena presto si rende conto di aver commesso un grave errore: il ragazzo che ha appena salvato è un demone chiamato Arioch, mentre la creatura è un angelo di nome Rehel. Cosa ben peggiore è che il demone è stato mandato sulla Terra per uccidere Sofia. Tocca quindi a Lena cercare di fermarlo, ma la bellezza del demone è imparagonabile a quella umana e ben presto l’odio si trasformerà in un sentimento molto più pericoloso…
Se ci soffermassimo su una sinossi approssimativa e redatta cercando di attirare i più, Quando il diavolo ti accarezza risulterebbe l’ennesimo libro incentrato su una storia d’amore impossibile tra due esistenze diverse, quali l’umana e la demoniaca. Qualcuno penserà alla saga di Twlight, qualcuno cercherà dei rimandi ai numerosi worstseller che hanno inficiato gli scaffali delle librerie cittadine, ma, per fortuna nostra e dello scrittore Luca Tarenzi, tutti falliranno. La storia di Lena e Arioch è tutto fuorché il cliché cui ci hanno abituato da alcuni mesi, o anni se preferite, autori come Stephenie Meyer: qui non c’è nulla di smielato, nulla di paradossale, nulla che possa rendere banale e scontato il genere fantasy. La stessa narrazione, incalzante, riesce a tenere incollato alle pagine qualsiasi lettore, pur costringendolo a storcere il naso in alcuni punti: è credibile un innamoramento perso di Lena per il demone dopo appena pochi giorni? Salvo che non sia colpo di fulmine, la forzatura si nota. Dettagli, però, che sicuramente non influiscono così tanto da farci dimenticare i pro del romanzo: ogni personaggio è perfettamente caratterizzato e utile al fine del lettore, come Khaled, un jinn, un genio, che grazie al suo potere di ascoltare tutto e sentire le voci farà quasi da narratore onnisciente della vicenda, all’inizio leggermente confusionaria. Ugualmente affascinanti, per il modo in cui sono stati partoriti dall’autore, sono i personaggi di Cesare e Settala, intorno ai quali, in maniera esponenziale, andrà ad aumentare l’alone di mistero e la curiosità da parte del lettore di saperne di più. L’ultimo highlight è per l’ambientazione: la Milano fantasy di Tarenzi è emozionante e contrasta perfettamente le miriadi di città dai nomi impronunciabili, oltre a permettere al lettore, che sia milanese o che sia passato nella città di Sant’Ambrogio per pochi minuti, di immedesimarsi nel romanzo. Promosso a pieni voti. 

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