Quando il tempo si fa lento

Quando il tempo si fa lento
Non smettiamo di celebrare l’euforia vitale dell’innamoramento e di dare voce ai tormenti che dilaniano il cuore al termine di una relazione sentimentale. Ma la dimensione dell’attesa amorosa – quella prolungata impossibilità di congiungere l’io che attende con il tu che è atteso a cui affidiamo la parte forse migliore di noi – continua a rappresentare ai nostri occhi il segno inconfondibile di un fallimento sulle cui motivazioni è meglio non approfondire. Soprattutto in un’epoca come la nostra regolata dall’etica del successo e dai ritmi vorticosi di un’efficienza che ha messo al bando il tempo sospeso e interstiziale, perché inconciliabili con la necessità del profitto. Anche la maggior parte dei più importanti poemi e romanzi ci raccontano da sempre l’amore ponendo enfasi sull’ardore delle fiamme e sullo strepito delle acque. Nessun altro capolavoro della letteratura ci rivela forse più de Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust, Giuseppe e i suoi fratelli di Thomas Mann, L’amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez l’atmosfera, lo spessore, la pazienza, il silenzio e la lentezza che pervadono l’attesa amorosa…
Elisabetta Abignente, ricercatrice in Letterature comparate presso le Università “Sapienza” di Roma e “Federico II” di Napoli, traccia in questo pregevolissimo testo una sorta di identikit della poetica dell’attesa amorosa, ponendo a confronto la ricchezza e l’originalità della rappresentazione letteraria che ne viene mirabilmente fatta in questa particolare trilogia del Novecento. L’attesa tormentosa e claustrofobica di Albertine da parte del narratore proustiano, quella settennale dei personaggi biblici di Giacobbe e Rachele reinterpretati dalla scrittura di Thomas Mann e la pazienza di Florentino Ariza che attende per oltre mezzo secolo Fermina Daza nel celeberrimo romanzo di García Márquez. Tre vicende diverse per la particolarità dei motivi che ne sono all’origine, eppure comuni nella loro capacità di penetrare nella remota intimità dei personaggi e di trasporre sulle pagine le speranze e i desideri alle quali i personaggi affidano per lungo tempo il loro sogno, colpevoli solo di non poter sincronizzare i propri sentimenti alla stessa ora.

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