Quando si alza il vento

Quando si alza il vento
“Il mio nome è Isabella, oggi è il mio venticinquesimo compleanno, con un po’ di sano ottimismo forse è anche l’ultimo, o almeno uno degli ultimi”. Eccola, Isabella - occhi color nocciola, chiappe basse e gambe magre - seduta per terra in bagno con le braccia attorno all’asse del water. Tra le dita stringe lo stick del test di gravidanza: positivo. Non si tratta di un incidente, di “una scopata andata male”, questo bambino è stato cercato e voluto, nonostante quei maledetti risultati degli esami clinici che non sono altro che una condanna a morte. Un tumore si è insinuato nella vita di Isabella, e piano piano le dilania il cervello e i sentimenti. Ma com’erano i giorni prima dell’arrivo del tumore? Un’infanzia felice, fatta di giochi e sorrisi insieme a Gigi, compagno di banco e amico inseparabile. Un’adolescenza in cui si alternano momenti di euforia ad altri di tristezza, in cui i giorni di solitudine lasciano spazio a batticuori, primi baci e delusioni. Poi, però, una domenica di ottobre ha deciso di portarsi via i genitori di Isabella: la nebbia e un autocarro sono le cause dell’incidente stradale. Giorni di lacrime, dolore e disperazione scandiscono gli ultimi anni di liceo, fino a quando non arriva Nicola, l’avvocato scelto dagli zii di Isabella per fare causa al camionista che le ha tolto per sempre una madre e un padre. Nicola inizia a frequentare casa di Isabella, racconta i suoi viaggi, le sue esperienze, la sua vita, spingendo quella ragazza così timida e triste a riprendere a parlare e a scoprire cosa significhi avere diciotto anni. Isabella rinasce e nella sua nuova vita c’è Nicola. Ma poi arriva il tumore al cervello e quel bambino che rischia di non conoscere mai la mamma. Perché Isabella è malata, peggiora di giorno in giorno e a un certo punto deve decidere se portare avanti la gravidanza oppure affrontare la chemioterapia che le permetterà di trascorrere ancora un po’ di tempo con il suo grande amore…
È un romanzo struggente, che ti entra dentro senza neanche chiedere il permesso. Ogni parola, ogni pensiero e desiderio di Isabella sono massi che si schiantano sul cuore di chi legge. E le ferite non si rimarginano una volta terminato. Emanuele Serra ha saputo raccontare una storia intrisa di dolore e speranza, di drammaticità e voglia di farcela a tutti i costi. Una storia difficile narrata con uno stile semplice e pulito, con  un ritmo serrato che scandisce i giorni della protagonista in modo tanto veloce come gocce che cadono dal cielo. Serra è stato in grado di regalare pagine tanto devastanti da far venire voglia di piangere e urlare. Una malattia che arriva all’improvviso e obbliga a prendere decisioni che cambieranno l’esistenza di tutti. Si avvertono i sentimenti di Isabella, la paura, la disperazione e la voglia di rischiare, perché anche se l’orizzonte è limitato, quel piccolo spazio per i sogni è l’unica cosa che ancora le permette di sopravvivere. 

 

 

 

 
 
 
 
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