Quando Teresa si arrabbiò con Dio

Quando Teresa si arrabbiò con Dio
Teresa si arrabbiò con Dio quando la tremenda inondazione del fiume Dnepr le portò via l’amato figlio primogenito. Il suo cuore di madre non perdonò all’Onnipotente questa crudeltà inutile e decise di maledirlo, insieme a tutti quelli che continuavano a credere in lui, tutti i giorni della sua vita. Rinnegó la sua fede ebraica e decise di cambiare per sempre vita, trascinando con la sua forza impetuosa e col suo odio smisurato per Dio tanto il docile e “giusto” marito Alejandro quanto i suoi quattro figli superstiti. Comincia così la saga dei Jodorowsky, essendo Teresa la nonna paterna dello stesso Alejandro: la storia di una famiglia di origini ebreo-russe che volendo allontanarsi dall’Ucraina e dalla miseria, a causa di una serie di eventi tanto sfortunati come predestinati, finì per arrivare non negli Stati Uniti, bensì in Cile, un paese del quale nessuno di loro aveva mai sentito parlare...
Quando Teresa si arrabbiò con Dio è una saga famigliare che racconta con toni ora tragicomici ora epici la vita degli antenati di Alejandro Jodorowsky. Cominciando dai bisnonni, fino ad arrivare ai genitori, ci imbattiamo in una serie di personaggi mitici e leggendari, le cui avventure attraverso stati e continenti si tramandano di padre in figlio con l’evidente distorsione causata dalla memoria e dalla superstizione. Lo spirito di un eremita caucasiano divenuto guida e protettore di tutti i maschi della famiglia Jodorowsky, lo Zar Alessandro I  ritiratosi dal trono e trasformatosi in un selvaggio, Sara Felicità, la madre, che cambiò il suo linguaggio per note musicali, e ancora: antenati avvolti da sciami d’api, domatori di leoni, incantatori di serpenti, veggenti e mostri. Tutto questo senza dimenticare gli eventi ed i conflitti che segnarono la storia del popolo ebraico e del Cile, terremoti, rivolte operaie e repressioni. Un mare magnum appassionante con molti richiami alla narrattiva sudamericana e yiddish, che riesce (impresa non facile) ad essere piacevole e a non annoiare per molte pagine, nonostante certi passaggi al tipico stile “new age” in aperto contrasto con altri esageratamente duri e scabrosi. Una lettura veloce e molto “visuale” (si nota che Jodorowsky é anche autore di cinema), allo stesso tempo burlona e dolorosa, visionaria e fatalista, che piacerà sicuramente a tutti gli amanti della letteratura latinoamericana.

 

 

 

 
 
 
 
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