Quante strade

Quante strade

Canada, il secondo Paese più grande al mondo. Sulla strada che da qui corre lungo l’intero continente americano ci sono Claudio, il Toporso - che altro non è che un orsacchiotto di peluche - e il Ferro, una vecchia Moto Guzzi che però ha ancora qualcosa da dire sul macinare chilometri. Dalle pendici delle Rocky Mountains fino al profondo sud degli scogli di Ushuaia, luogo soprannominato da molti la Fine del Mondo, la strada è molto lunga. Un individuo certamente, in un viaggio che dura più di diecimila chilometri, ha modo di riflettere molto sulla sua persona e in qualche modo anche su tutta la sua vita passata e futura. Nel profondo delle foreste del grande Nord, quindi, di pensieri su di sé e sul suo trascorso Claudio ne fa molti e spesso ad alta voce, anche se rimangono tutti inascoltati. O forse no? Accanto al centauro infatti, c’è sempre il fidato Toporso che rappresenta un vero e proprio sollievo nei momenti di solitudine e sconforto. Con l’orsacchiotto, il motociclista può discutere del giorno passato e di ciò che deve ancora avvenire l’indomani. Di imprevisti sulla strada, infatti, ne capitano tantissimi: tra accampamenti clandestini, tempeste, tramonti mozzafiato inaspettati, incontri apparentemente predestinati con persone speciali e inesorabili guasti al Ferro sulle distanze quasi infinite della Transcanada, non ci si annoia mai. Tutto contribuisce a soddisfare la sete di avventura di Claudio e a renderlo diverso da come è partito, dato che, come affermava John Steinbeck, non è la persona a fare il viaggio ma il viaggio a fare la persona…

Quante strade deve percorrere un uomo prima di potersi definire tale? A questa domanda del grande Bob Dylan prova a dare una risposta Claudio Giovenzana, con il suo resoconto dell’inizio del viaggio che più di tutti gli ha cambiato la vita. Claudio è psicologo, fotografo e videomaker di professione. La sua definizione più calzante è quella di “adolescente di terza età”, dato che da più di otto anni la sua attività principale è quella di viaggiare in moto, in compagnia solamente del suo orsacchiotto. Nel corso della sua carriera i suoi splendidi scatti gli hanno valso collaborazioni importanti: Greenpeace, Croce Rossa messicana e National Geographic. Quante strade è un resoconto fedele e sincero del viaggio dello scrittore in Canada, realizzato grazie a materiali preziosi quali taccuini di viaggio e pagine di diario. Quello che differenzia questo reportage da molti altri libri di viaggio sta proprio nel fatto che il protagonista, in questo caso, si racconta in prima persona, con tutte le sue gioie e le sue euforie ma anche i suoi momenti di sconforto e le sue cadute sul percorso. In Quante strade non ostentano l’esperienza, la sicurezza, la competenza o professionalità nel viaggiare ma più semplicemente si lascia libero sfogo alle emozioni di un viaggiatore allo sbaraglio. Un bello stimolo insomma per tutti coloro che sono ancora alla linea di partenza e hanno paura di spiccare il volo.



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