Quasi per caso una donna

Quasi per caso una donna

Stoccolma 1626. Già alla nascita Cristina mostra il suo carattere forte e volitivo: scambiata per un maschietto, la piccola esplode in una risata anziché emettere il canonico pianto neonatale. Una donna al trono non è ormai una novità e suo padre, Gustavo Adolfo detto il Grande, si dedica alla sua formazione con tale dedizione e impegno da farne una grande regina. Indomabile. Fino alla sua partenza per la guerra, dove trova la morte in battaglia. Cristina è disperata: la tenerezza e la confidenza di quell’uomo che per lei è stato più di un padre, lasciano un vuoto troppo grande. Eppure è costretta a superare la sofferenza e a dimostrare tutta la sua sicurezza e determinazione: a soli sei anni è lei la regina. Ma Cristina è una bambina, ribelle e indomita. Neanche il divieto di vedere Carlo, suo cugino e da sempre suo inseparabile compagno di giochi, la ferma. Giochi che si trasformano, crescendo, in passione. E la passione, si sa, travolge tutto. I due saranno presto forzatamente separati. Senza grandi tragedie: Cristina si consolerà presto con Magnus, insegnante di filosofia socratica all’Università di Uppsala, e con numerose altre dame, dichiarando a gran voce la sua intenzione di non sottomettersi al vincolo matrimoniale. Ma una regina senza marito non è accettabile. E, ancora una volta, il 20 ottobre 1650, durante la sua incoronazione ufficiale, Cristina stupisce tutti con un gesto coraggioso quanto inaspettato…

Chiacchiere, invidie, pettegolezzi, sotterfugi a corte nei confronti di una regina tanto amata dal suo popolo. Cristina di Svezia è una donna di grande sensibilità e cultura. Durante il suo regno, la sua corte diventa una delle più raffinate d’Europa. Tanto da avere la possibilità di ospitare Pascal e Cartesio. Appassionata di teatro (lei stessa recita e danza), curiosa e intelligente, la narrazione della sua mascolinità non le rende giustizia. Dario Fo riabilita questo intrigante e scomodo personaggio sottolineandone la sua irresistibile ironia e irriverenza, la sua strenua lotta per i diritti. Ma soprattutto il suo spiccato senso di libertà per la quale rinuncia a tutti i condizionamenti, ai vincoli e perfino alla corona. Con un linguaggio semplice e scorrevole, la Storia si fa racconto e il racconto si fa persona. In Quasi per caso una donna, romanzo pubblicato postumo, la ricerca attenta e lo studio puntuale di fonti storiche, dipinti e documenti originali, si esprime con potenza e grande capacità di coinvolgimento in aneddoti e racconti autobiografici che ritraggono una donna coraggiosa in un contesto storico assai difficile. Nonostante le catastrofi, le guerre e i conflitti religiosi, Cristina (da vera protagonista sul palcoscenico della Storia) è capace di fare della Svezia una nazione raffinata e culturalmente emancipata. Esattamente come lei.



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