Quattro amici

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Estate. Quattro amici - Solo, Blas, Claudio e Raúl - poco più che venticinquen-ni sono in procinto di partire per una vacanza estiva con un furgone di secon-da mano comprato da un rappresentante di formaggi, che del vecchio pro-prietario mantiene ancora la “puzza di formaggio”. Solo, ragazzo un po’ solita-rio con un soprannome da eroe di guerre stellari, Blas, con i suoi chili di trop-po e i baffi “che non si capisce mai se si è dimenticato di rasarli o se sono un progetto per il futuro”, che aggiungono parecchi anni ai suoi ventisette portati male, Claudio, che fa del suo perenne ritardo un modo di mettere alla prova l’amicizia altrui, di dimostrare il valore della sua compagnia e Raúl, “un metro e novanta di ossa sottili e scomposte”, da poco padre di due gemelli, sono pronti all’avventura senza un itinerario ben preciso. Pur sapendo di avere a disposizione soltanto gli ultimi quindici giorni del mese, del viaggio hanno fis-sato solo la data di partenza ma non di ritorno, consapevoli che la fine della vacanza sarà decisa dalla stanchezza e dalla fatica, al grido di: “Adesso basta, non possiamo divertirci più di così!”…

Con uno stile divertente, ironico, e un linguaggio informale e impulsivo (quale può essere quello tra ragazzi) con non pochi riferimenti espliciti al sesso e alle donne, David Trueba racconta dell’amicizia di quattro giovani uomini e della voglia sfrenata di vacanze e di libertà che li accompagna. La storia è raccontata in prima persona da Solo, interrotta da qualche flashback (come il ricordo della relazione con la sua ex fidanzata Barbara) e da brevi riflessioni scritte dal protagonista su ritagli di tovaglioli di carta, inserti originali dello scrittore spagnolo a chiusura di ogni capitolo. Il romanzo ha inizio con la partenza per un viaggio scatenato il cui unico significato è quello di “vivere, godersi la sen-sazione sempre più rara di respirare, di muoversi da soli, di credersi padroni del proprio destino. Il bisogno di abbandonare gli obblighi, di metterli in un angolo.” La predilezione per il viaggio si intuisce anche nelle opere successive di Trueba, come ne La canzone del ritorno, scritto a distanza di 18 anni da Quattro amici (secondo romanzo dello scrittore spagnolo), anche se le motivazioni che spingono i protagonisti ad evadere dalla quotidianità ed affrontare un viaggio su strada sono decisamente diverse. Quattro amici racconta la storia di ragazzi in cerca di libertà, euforia, divertimento, sesso, bevute e cibo economico, mossi dalla voglia di tuffarsi on the road nel tentativo di cancellare, per un po’, le frustrazioni e disillusioni del momento. La libertà, la giovinezza e l’eterna adolescenza vengono esaltate e messe in campo per ricordare che tutto finisce, che alla fine delle risate e dei giochi, c’è la vita vera con i dolori e le difficoltà e che, più che l’inizio, il viaggio stesso forse rappresenta la conclusione del periodo goliardico della vita dei protagonisti, per mettere, chissà, finalmente la testa a posto.

 


 

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