Quella voce poco fa

Quella voce poco fa

1914. Le truppe sono in partenza al rintocco delle campane e con la benedizione del curato del paese. Le donne fanno i lavori da sempre appannaggio degli uomini e i bambini restano attaccati alle vesti delle mamme, consumati dalle lacrime e dalla fame. Giustina è alle prese con un parto lungo e difficile. Ma soprattutto con una neonata malformata, Matilde, che certamente non sarebbe sopravvissuta alla Pasqua. Bastiano è un cacciatore e spesso va da Valburga per acquistare infusi e distillati: la ritiene più capace di un medico e di un farmacista. In paese si dice che la sorte abbia dato alla donna quella figlia inguardabile per punirla di tutto il sangue versato. Sangue di bambini mai nati. È proprio Bastiano che ritrova la bambina accanto alla madre morta da giorni. Ed è sempre lui che la seppellisce e decide di prendersi cura di quella piccola creatura che nessuno avrebbe voluto. Da quel giorno sarebbe stata Tilde per tutti. La pazienza e l’amore di Bastiano la fa crescere a dispetto delle profezie e lei lo ripaga con gesti d’affetto e aiuti concreti. Allo scoccare degli otto anni Tilde scopre di avere un dono prodigioso: è capace di cantare in modo così ammaliante che animali e piante del bosco si fermano ad ascoltarla. Anche Edvige ne è affascinata e sa che dentro quel corpo inquietante, c’è un animo sensibile e una mente sveglia…

Profondo ed emozionante, malinconico e sorprendente, Quella voce poco fa è una sintesi convincente ed appassionante a cavallo tra fiaba e ricostruzione storiografica. Tra pozioni, personaggi improbabili e ambientazioni surreali, la Storia, quella della Prima guerra mondiale (che ha cambiato la visione del mondo contemporaneo) e dell’avvento del fascismo (fatto di corruzione e assenza di umana pietas) si fa storie. E le storie sono incarnate dai personaggi, intensi e simbolici, che Saveria Chemiotti tratteggia con vivacità e coinvolgimento. Il lettore non può che lasciarsi travolgere dalle vicende e dai pensieri di Tilde, Bastiano, Edvige, Beppina, Basilia, Augusta, Nina, Adamo. Una biografia che potremmo definire ‘corale’, quella di Tilde. Una storia che sembra determinata dalla sua malformazione, eppure rivela che il riscatto (addirittura il successo) è dietro l’angolo. Tilde sembra insegnare la necessità di andare oltre le apparenze per trovare nell’altro un tesoro prezioso. E finanche l’amore. L’autrice, da sempre appassionata studiosa di donne, dipinge con una scrittura potente e leggera, personaggi femminili a tutto tondo (tra i quali Tilde emerge, riassumendone le caratteristiche) che raccontano storie che non hanno tempo perché appartengono a tutte le donne che amano, che soffrono, che cercano il loro posto nel mondo e che non si tirano indietro. Mai.



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