Quelli accanto

Quelli accanto

Antonella ha deciso di farsi chiamare Bonnie, lo considera un nome più allusivo. La mattina prima di fare ogni altra cosa si guarda allo specchio nuda, si copre i seni e poi passa la mano sulla cicatrice, segno indelebile dell’operazione per togliere il tumore… È lunedì potrebbe restare a casa, in ufficio tutti capirebbero, invece accompagna i figli a scuola, li abbandona confusi alle cure delle insegnanti, poi si dirige a lavoro, ma a pochi isolati… Appoggia i piedi nudi sulla pietra dura e fredda e respira profondamente. Osserva da lassù la piazza affollata di turisti. È una giornata meravigliosa… Chiude la celebrazione della sera con la frase di rito, rabbioso, sfinito, quella è la messa più faticosa di ogni giorno. Guarda rapido il crocefisso e sente la domanda “Ma mi vuoi almeno un po’ di bene?”… La cappellina di famiglia è in un piccolo paesino in Carnia, sono anni che Giorgia non entra in quel cimitero, per imbarazzo, per stanchezza, forse solo la voglia di difendere il proprio dolore…Nanni gli si stringe addosso e gli sussurra di non muoversi. Restano stesi, i corpi che aderiscono. Quando Nanni aveva dieci anni era andato con la mamma al suo primo funerale, quello di zio Giorgio; ricorda la sua tosse catarrosa, parlava sputacchiando, teneva Nanni vicino, in braccio, lo accarezzava… Remo lo sveglia sempre troppo presto, nel buio del capanno si mette gli occhiali e si veste, senza lavarsi. Prende lo zaino con il necessario per la giornata e lo segue, fino al torrente in silenzio. Remo non si volta mai… Gli parla come se lui potesse capire, potesse rispondergli. Scegli di fare quelle chiacchiere con lui mentre gli fa la barba. Lo considera il momento più adatto, così intimo e prezioso che non vuole lasciarlo fare a nessun altro…

Quelli accanto è la raccolta di otto brevi storie, opera di Silvia Angeli, che sono come piccole tele naïf, in cui vengono rappresentate le relazioni quotidiane dei protagonisti con le persone che sono loro “accanto” in circostanze rare. In realtà i contesti non sono poi così insoliti, perché quasi tutti abbiamo avuto esperienza diretta o indiretta con almeno una delle situazioni raccontate, eccezioni della vita, ma non condizioni eccezionali, che interrogano, che spingono a confrontarsi: cosa farei io se fossi al loro posto? Angeli non risponde, registra le relazioni, fa emergere i sentimenti contrastanti e il tumulto di emozioni interiori. Alcuni testi lasciano al lettore la sensazione di incompiutezze e anche se la volontà dell’autrice è probabilmente quella di consegnare in ogni momento un racconto aperto, forse, alcuni avrebbero avuto bisogno di un maggiore respiro, non tanto di suggerire risposte, quanto di un approfondimento in più per radicarli nella realtà. Silvia Angeli fotografa il momento usando per ogni esposizione una voce e uno stile diverso, talvolta il narratore è esterno, altre sono i pensieri stessi del protagonista a guidare la narrazione, in ogni caso è evidente la capacità di far entrare il lettore in empatia con i personaggi. Una buona lettura.



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