Questa cosa bizzarra che si chiama amore

Questa cosa bizzarra che si chiama amore

Siamo giunti al terzo matrimonio: Gloria, 36 anni ed una figlia, dopo due esperienze fallimentari pare ora aver accalappiato un ricco figlio di papà, un certo Frank Bredow, titolare di una impresa di Lipsia con 400 dipendenti. Il matrimonio è previsto a breve: cerimonia sfarzosa, non vi sono dubbi, cinquecento invitati tra cui molti vip, fuochi d’artificio e chi più ne ha più ne metta. Che si fa, si va? si chiedono i genitori, Lore ed Harry, ormai sfiniti dai capricci della figlia, cresciuta senza troppe imposizioni, con la forte convinzione che lasciarla scegliere liberamente potesse renderla felice, sicura di sé ed autonoma. Niente di tutto questo, purtroppo, si è avverato, e sia Lore che Harry si interrogano sul loro ruolo genitoriale, sul matrimonio di Gloria del quale si hanno notizie sempre più scoraggianti (Gloria indosserà un bolero di visone! proprio lei, figlia di animalisti convinti!) e sul loro matrimonio, sul rapporto che li lega. Lui, in pensione e tutto dedito al giardinaggio (e al bere birra, in tranquillità, senza pesi né ansie), lei, ancora attiva presso la biblioteca, amante dei libri e degli incontri culturali, dei viaggi e del mondo dell’arte, irrequieta e dubbiosa. Davvero è stato un bene che siano stati insieme per tanti anni, o forse si aspettavano qualcosa in più l’uno dall’altra? Che vita è stata la loro e, soprattutto, adesso che saranno presto entrambi in pensione sapranno come occupare il tempo?

Strutturato a capitoli alterni, che rispecchiano il punto di vista di lui e di lei, il romanzo è perlopiù composto da dialoghi, spassosi, semplici, verosimili quanto quelli che potremmo ascoltare in una casa qualsiasi di una qualsiasi coppia sposata (da un po’: i primi famosi tre anni di innamoramento devono essere passati da un pezzo). Le battute sono veloci, spesso caustiche, ed i pensieri ‒ non detti, ma rivelati ai lettori ‒ che sono alla base le contraddicono in più di un’occasione. Tutto è un gioco ad incastro, volutamente forzato a volte, scorrevole e banale in altre, fra quanto lei pensa di lui, lei dice a lui, lei ipotizza che lui risponderà, e viceversa. In tutto questo quante verità! La noia di una coppia, il pensare a come sarebbe la nostra vita se..., il rendersi conto di amare proprio la quotidianità, il voler d’improvviso cambiare vita: pensieri ed emozioni che si susseguono con ritmo schizofrenico. C’è da dire che i due autori sono stati sposati per molti anni, pertanto i battibecchi descritti devono essere stati ben collaudati, e si vede, eccome. Un libro breve, che piacerà ai romantici, a chi si interroga continuamente sulla correttezza delle proprie scelte di vita, a chi dai libri pretendi spunti di riflessioni, e non storie pronte e finite.



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