Questo canto selvaggio

Questo canto selvaggio

Kate Harker non ce la fa più a stare lontana da casa, lontana da V-City e da suo padre. Per questo decide di dare fuoco alla cappella della St. Agnes Academy ed aspettare le scontate conseguenze, che non tardano ad arrivare. Il padre, Callum Harker, capo della parte nord di V-City dalla tregua, la manda a prendere e la riporta a casa. È disposto a concederle un’altra occasione e pertanto, nonostante le condizioni in cui versa V-City, la farà studiare alla Colton Academy. A regnare nella parte sud di V-City è invece Henry Flynn, che ha dalla sua parte tre Sunai: Leo, Ilsa ed August. Mentre i primi due sono noti ad Harker, che dalla sua parte ha i Malchai, August è tenuto pressoché segregato in casa, sebbene lui voglia rendersi utile. La sua occasione tuttavia non tarda ad arrivare: dopo una lunga discussione con Henry ed Emily, suoi “genitori” adottivi, interviene Leo a spezzare una lancia in suo favore. Ora che la tregua si sta rompendo, anticipare le mosse di Harker può essere vitale. Il rientro a V-City di Katherine Harker sembra tempestivo: August inizierà gli studi alla Colton Acadaemy, in modo da spiarla e, se possibile, cavarle informazioni...

Primo libro della dilogia de I mostri di Verity, Questo canto selvaggio è ambientato a V-City, metropoli suddivisa in due emisferi dopo l’apparizione di mostri – Sunai, Malchai e Corsai – strettamente legati ai crimini che una persona commette. Se lo scenario postapocalittico può richiamare alla mente film quali Io sono leggenda, Hunger Games, Mad Max, Interstellar e così dicendo, lo svolgimento è del tutto originale. Come nella dilogia Vicious – ancora non pubblicata in Italia –, i protagonisti sono due ragazzi, ribelli ai loro genitori, con una scala di valori tutta loro, l’uno agli antipodi dell’altro, ma che giocoforza finisco per incontrarsi, con un unico scopo: sopravvivere. Proprio nella costruzione di questo binomio atipico, nelle loro avventure, nel loro spessore caratteriale emerge l’originalità di questo urban fantasy e, di conseguenza, la bravura dell’autrice, famosa negli States (del romanzo Vicious sono già stati acquisiti i diritti per la trasposizione cinematografica) ma pressoché sconosciuta in Italia. Unica pecca: lo scioglimento troppo veloce dei momenti cruciali.



 

 

 

 
 
 
 

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