Racers

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Quando si imbocca un rettilineo a poco meno di 100 metri al secondo si perde il senso del tempo e del luogo, i muscoli si fanno forti in risposta alla scarica di adrenalina e la mente diventa fredda come la neve. È così che molti piloti di auto e motociclette descrivono la velocità, quella folle sensazione di piacere che è possibile respirare in ogni circuito a partire dall’Isola di Man in Irlanda - in cui si corre una delle gare più folli tra le strade comuni - al circuito di Brno in Repubblica Ceca, fino al tratto autostradale tra Genova e Voghera in cui alcuni pazzi in sella alla moto si sfidano (o si sono sfidati) in gare clandestine in mezzo al traffico. Ma come descrivono la velocità i campioni di motociclismo come Loris Capirossi e Umberto Masetti? Oppure Valentino Rossi, intervistato dall’autore nella sua casa di Londra da cui non esce mai prima di mezzogiorno e guarda film in dvd fino a tarda notte? E cosa ha spinto Giovanni Soldini ad attraversare il mare e Umberto Pellizzari a scendere in apnea fino a 150 metri?
Michele Lupi, attualmente direttore responsabile della rivista Rolling Stone, mette a frutto tutta la sua esperienza professionale di giornalista impegnato per anni nell’ambiente dei motori riportando aneddoti, riflessioni e interviste con i personaggi più noti del mondo del motociclismo e dello sport estremo. Avventure nei circuiti più famosi nel mondo della velocità, incontri con i protagonisti di spicco delle discipline su due e quattro ruote e viaggi infiniti nelle praterie americane con il “popolo” delle Harley-Davidson. Ma anche reportage di avventure estreme come arrampicate sulle montagne himalayane e imprese in mare o tra i ghiacci. Come un bravo psichiatra, Michele Lupi descrive ad arte quella sottile patologia mentale che va sotto il nome di “ricerca del rischio” mettendo in mostra i casi clinici più eclatanti e quelli ormai cronici e inguaribili, tentando di spiegare, una volta per tutte, cosa spinge questi avventurieri a vivere perennemente in bilico tra la vita e la morte. Con una scrittura molto giornalistica, l’autore firma un reportage davvero piacevole a appassionante, molto adatto a tutti coloro che alla domenica mattina amano svegliarsi presto per avventurarsi nella strade di campagna in sella alla moto, e sentono scorrere un brivido “strano” ogni volta che le ruote si piegano da un lato.

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