Ragazze elettriche

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Due uomini fanno irruzione in un appartamento. Uno è più alto, con la faccia da ratto: l’altro è più basso ed ha la mandibola squadrata. Appena vedono Roxy seduta accanto alla madre sul divano fanno un’espressione di disappunto: “Cazzo, c’è pure la ragazzina”. Uno prende sua madre per la gola, l’altro rincorre Roxy che nel frattempo sta provando a scappare. Suo padre è Bernie Monke, un boss della malavita londinese: quei due uomini sono qui per una cazzo di guerra tra bande, probabilmente. L’uomo afferra Roxy e la rinchiude in un armadio. La ragazzina sente la madre che urla, là fuori. È terrorizzata, ma c’è altro. “Sta succedendo qualcosa. Il sangue le pulsa nelle orecchie. Una specie di formicolio le attraversa la schiena, fino alle spalle, lungo la clavicola. Le dice: puoi farcela. Le dice: sei forte”. Roxy esce dall’armadio, la madre urla “Scappa! Scappa!” con tutto il fiato che ha. Ma Roxy non scappa. Afferra uno dei due uomini per il polso e lo colpisce con una fortissima scossa elettrica. L’uomo crolla al suolo lamentandosi. Dopo qualche istante si rialza, crede che la ragazzina abbia un taser o qualcosa del genere. Si fa sotto, Roxy prova a riemettere quella misteriosa scossa elettrica ma non le riesce. L’uomo la obbliga a inginocchiarsi, la colpisce alla nuca: la quattordicenne sviene. Quando riprende i sensi c’è silenzio. La testa fa male, in bocca sapore di sangue. La madre è morta, ha un foglio posato sul petto, col disegno a pennarello di una primula. Roxy è una delle prime. Ma i casi si moltiplicano: una sorprendente, nuova abilità fisica si diffonde tra le teenager di tutto il mondo, che si scoprono in grado di emettere scosse elettriche potenti, persino letali. L’elettricità scaturisce da un fascio di muscoli striati situato attorno alla clavicola, una “matassa”. Forse è un potere che è sempre esistito nelle femmine umane e si è riattivato dopo millenni di letargo, forse no: per il momento nessuno lo sa. Ma in ogni caso il fenomeno delle “ragazze elettriche” si diffonde a macchia d’olio causando il panico sociale e innescando persino un profondo mutamento religioso…

Quante volte – a torto o a ragione – sentiamo ripetere che le donne nella nostra società maschilista non hanno accesso alle cariche più importanti? Nella distopia pop di Naomi Alderman, talentuosa protégé di Margaret Atwood, le donne le cariche più che raggiungerle… le producono. Si parte da un espediente metaletterario: Ragazze elettriche sarebbe opera di tale Neil Adam Armon, aspirante scrittore di un remoto futuro. Costui invia il suo romanzo storico – ambientato nella sua antichità, che è il nostro presente – a una influente scrittrice chiamata Naomi Alderman (!) perché lo legga e magari decida di aiutare Armon nella pubblicazione, dato che per uno scrittore maschio è molto difficile trovare attenzione. L’intento del romanzo (quello vero edito da Nottetempo e Baileys Prize for Women’s Fiction 2017) è quindi evidente sin dalle prime pagine, lo schema vanta una lunga e prestigiosa tradizione: si descrive una società “al contrario” per mostrare l’assurdità di una situazione che per i lettori è invece normale o perlomeno consueta. Non ci sono soltanto satira sociale e rivendicazioni femministe però in Ragazze elettriche: l’impianto fantascientifico della trama – peraltro dal gusto molto “giovane”, modellato sugli stilemi estetici delle serie tv di genere che oggi vanno per la maggiore – è arricchito dal tema del Féminin Sacré, della Grande Madre, affrontato in modo piuttosto originale e senza furori new age, grazie a Dio. Alla Dea, alla Dea, scusate!



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