Red country

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Buon Commercio non è più la città che Shy ha lasciato anni fa: la tranquilla cittadina di un tempo è diventata la meta preferita di pionieri coraggiosi in cerca di oro. Disperati, vittime  di una folle speranza, tutti “ebbri all'idea di infilare le mani nell'acqua gelata” e tirare fuori una quantità di pepite sufficiente a cambiare le proprie vite per sempre. Quello che desidera Shy, invece, è tornare finalmente alla fattoria, lasciarsi alle spalle il passato e ricominciare un'esistenza tranquilla assieme al patrigno Agnello – un omone del Nord pacifico e taciturno – ai fratellini Ro e Pit ed al vecchio Tonto che è rimasto alla fattoria a controllare i ragazzini. Ma la vita non fila mai liscia su due binari per Shy: casa bruciata, campi rasi al suolo, il vecchio caro Tonto appeso ad un albero e di Ro e Pit nessuna traccia...
Chi è in astinenza da La Prima Legge leggerà avidamente e ossessivamente la storia di Shy Sud, ragazza dal passato burrascoso non ben specificato (succose notizie si possono però trovare nel racconto Desperado, pubblicato in Italia nella raccolta La principessa e la regina) che per fattezze e modi non può non ricordarci la fantastica Monza Murcatto – ora finalmente seduta sul trono di Talins - de Il sapore della vendetta. È straordinario come Abercrombie riesca a tirare le fila di una infinità di sottotrame e personaggi, tutti peraltro finemente caratterizzati, dandoci l'impressione di non aver mai smesso di leggere la sua storia infinita, di non aver mai abbandonato il Mondo Circolare. Ritroviamo i temi cari allo scrittore – primo fra tutti la vendetta – l'azione e l'avventura raccontati con quello stile diretto ed inconfondibile che costringe alla lettura ad oltranza per raggiungere il tanto agognato finale. Ritroviamo anche personaggi ai quali abbiamo imparato ad affezionarci: dal mercenario Nicomo Cosca, ormai vecchio Capitano della Brigata della Fausta Mano, sempre mosso dall'avidità e dalla brama di potere al Sindaco di Cresa nelle cui fattezze sembra di scorgere Carlot dan Eider. Ah, se vi dicessi chi è veramente Agnello!

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