Redemption ark

Redemption ark
La grande nave fece capolino quasi per caso, un corpo morto e oscuro. Eppure lei aveva captato i pensieri di Galiana. Skade ne era assolutamente sicura: dentro quel magnifico relitto c'era Galiana, la loro Galiana. La corvetta continuava a ispezionarne senza sosta lo scafo, Skade esaminava attraverso le sinapsi i dati dalla rete della grande nave. Un tentativo di avvelenamento psichico? Skade escluse l'area del cervello soggetta a un simile problema. L'area meno evoluta della mente però non aveva alcun dubbio: era sicuramente Galiana, tornava dopo quasi un secolo dalla scomparsa...
Romanzo del ciclo della "Rivelazione", iniziato nel 2000 con il romanzo omonimo, Redemption ark mantiene le caratteristiche del capitolo precedente: sottotrame parallele convergenti, coralità dei personaggi, attenzione per la "futuribilità" della tecnologia. Una space opera poco usuale per chi è abituato all'iperspazio di Guerre stellari o alla velocità "warp" di Star Trek. Andare oltre la velocità della luce, ma anche eguagliarla, è troppo pericoloso. Di conseguenza, le grandi navi stellari impiegano anni a coprire le distanze siderali. Ne risulta un'umanità dispersa e divisa, perfino geneticamente modificata. Reynolds attinge al suo background di astrofisico ma anche all'opera di Clarke e persino a Lovecraft. Come nelle storie di Clarke, non c'è trascendenza. L'approccio "realistico" sta nella costruzione letteraria di una galassia povera di risorse, in grado di supportare lo sviluppo di un limitato numero di civiltà. Emerge qualcosa di Lovecraft all'interno di un impianto meccanicista e scientista, l'idea che dietro l'estinzione delle civiltà ci sia una volontà superiore. Il male è pilotato da entità oltre l'apparenza, e come nelle opere del solitario di Providence è primevo, inizia prima della civiltà umana.

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