Requiem

Requiem
Dopo essere stata infettata dal “delirium” dell’amore, Lena è scappata da Portland e si è unita alla Resistenza nelle Terre Selvagge. Lo scopo dei rivoltosi è sovvertire il regime che prevede il controllo assoluto sulle emozioni e Lena dedica tutta la sua anima alla causa dei ribelli. Ha anche iniziato ad accettare la perdita del suo grande amore Alex, scomparso nella fuga da Portland, ed iniziare una nuova vita con Julian, il giovane dolce ed affettuoso che ha salvato da un rapimento e da morte certa. Ma Alex è tornato ed è cambiato. A causa della prigionia e delle torture a cui è stato sottoposto, il giovane la tratta con freddezza e la allontana. Nella mente di Lena si alternano dubbi ed incubi. Il passato ritorna a galla e insinua nella sua mente dolorose riflessioni. Ma la lotta dei ribelli ha la precedenza e Lena non può soffermarsi sui suoi sentimenti, anche se molti dubbi la accompagnano nella battaglia. Se l’amore è causa di dolore e confusione, forse (ma solo forse) non è meglio eliminarlo come prevede il regime?
Lauren Oliver, giovane scrittrice americana, ci regala il terzo e ultimo libro della pluri-premiata trilogia Delirium. Diversamente dai primi due romanzi, nei quali l’unica voce era quella della protagonista, in questo libro colpisce subito la scelta di intervallare due voci narranti. Hana, migliore amica di Lena, vive ancora a Portland e ci racconta le sue avventure nel bel mezzo del regime di controllo delle menti, dopo la sua operazione di rimozione dei sentimenti. Il suo racconto è fondamentale per comprendere cosa succeda dentro e fuori dalle Terre Selvagge e dalla ribellione degli “infetti”. Il romanzo è ricco di azione e di colpi di scena ma non mancano momenti di introspezione profonda da parte delle due giovani amiche. Entrambe vivono un grande conflitto interiore che, nonostante la giovane età, sta sgretolando le loro più radicate convinzioni. Ma in questo risiede il vero scopo della Resistenza: ripristinare la libertà di scegliere, eventualmente sbagliare ed imparare dai propri errori. Perché in fondo questa è la vita.

 

 

 

 
 
 
 
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